Ad alcune serie Tv basta una sola stagione per lasciare il segno, non soltanto nel cuore e nella mente degli spettatori, ma anche nel discorso pubblico. È il caso di Unbelievable, serie di genere drammatico e true crime che ancora oggi, a distanza di sette anni, rappresenta uno dei contenuti più crudi, toccanti e fondamentali del catalogo Netflix.
Diffusa nel 2019 e composta da sole otto puntate, la serie è basata su uno sconvolgente episodio di cronaca nera realmente accaduto, raccontato dai giornalisti Ken Armstrong e T. Christian Miller in un articolo del 2015, vincitore del premio Pulitzer. Nel 2009, una ragazza di diciotto anni che i giornalisti soprannominano “Marie” si era presentata all’ufficio di polizia di Lynnwood, Washington, affermando di essere stata stuprata da un uomo con un passamontagna che aveva fatto irruzione nella sua abitazione. Tuttavia, la polizia non le aveva creduto: dopo ripetuti interrogatori, durante i quali erano state trovate delle incongruenze nelle sue dichiarazioni, gli agenti avevano non soltanto archiviato il caso, ma addirittura mandato la ragazza a processo per false accuse. La questione si era apparentemente chiusa in tribunale, dove il giudice aveva condannato Marie al pagamento di una multa di 500 dollari. Soltanto due anni dopo, in Colorado, le detective Stacy Galbraith e Edna Hendershot avevano individuato un uomo sospettato di violenze sessuali seriali su almeno quattro donne, con un quinto tentativo fortunatamente sventato. Dopo l’arresto, nel suo computer erano stati ritrovati foto e video dello stupro di Marie, che confermavano quindi la versione della ragazza.
Unbelievable ricostruisce questo caso agghiacciante con grande rispetto nei confronti delle vittime. Questa serie Netflix non è soltanto un true crime straziante, ma anche un atto di denuncia che getta luce sulle falle del sistema giudiziario e sui pregiudizi che tuttora, in molti casi, impediscono alle vittime di ottenere giustizia. A interpretare Marie c’è una straordinaria Kaitlyn Dever (Abby in The Last of Us), che ha definito questo ruolo come uno dei più duri della sua filmografia, rivelando che «sul set è stato spesso difficile non scoppiare a piangere al pensiero di ciò che Marie aveva dovuto affrontare». Accanto a lei anche Merrit Wever e Toni Collette nei panni delle detective Grace Rasmussen e Karen Duvall (ispirate, rispettivamente, a Hendershot e Galbraith). Unite dalla sete di giustizia, anche se non sempre concordi sul metodo giusto da utilizzare, le due agenti rappresentano la controparte femminile, umana ed empatica di un sistema malato, coloro che lottano affinché le vittime siano ascoltate, credute e comprese.
La serie è stata largamente acclamata e ha vinto numerosi premi, ma per Dever il riconoscimento più importante è stato quello della vera Marie, che ha lodato soprattutto la sua interpretazione e ha affermato di aver provato un senso catartico dopo aver visto l’ultimo episodio. «Non so cosa dire – aveva affermato l’attrice nel 2020. – Abbiamo fatto questa serie per lei. Mi viene da piangere, se penso che ha detto di aver trovato conforto nel guardarla. Sono grata di tutti i riconoscimenti, ma dopo questo messaggio da parte sua non ho davvero bisogno di altro».
Unbelievable è in streaming su Netflix.
Foto: Netflix
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