Ottobre: mese di zucche, fantasmi, streghe e vampiri. In poche parole, il mese dell’horror. E cosa c’è di più spaventoso di una setta religiosa, un culto sinistro e un falso profeta manipolatore? Se c’è un film da recuperare questo mese, è sicuramente l’horror del 2018 Apostolo, diretto da Gareth Evans e con protagonista uno straordinario Dan Stevens.
La storia è ambientata nel 1905 e ruota attorno a Thomas Richardson (Stevens), un uomo in cerca della sorella, rapita da una setta religiosa che ha sede su una terrificante isola deserta. Quando i rapitori chiedono un riscatto per la sua liberazione, Thomas si introduce sull’isola in incognito e finge di essere interessato a unirsi al culto. La setta è guidata dal profeta Malcolm Howe (Michael Sheen) e dai suoi seguaci Frank (Paul Higgins) e Quinn (Mark Lewis Jones), e i fedeli adorano una misteriosa dea chiamata semplicemente “Lei”, alla quale vengono offerti sacrifici animali e di sangue umano per rendere fertile il terreno dell’isola. Nel suo tentativo di salvare la sorella, Thomas si troverà quindi a dover svelare il segreto dietro questa fantomatica entità.
Apostle è un film profondamente weird e disturbante, ricco di colpi di scena e momenti sorprendenti, molti dei quali a base di pura violenza. Proprio così: sebbene manchino, in linea di massima, i jumpscare tradizionali, quando il film decide di mostrare l’orrore, non va affatto per il sottile, offrendo al pubblico una profusione di scene con sacrifici di sangue, mutilazioni, torture e body horror. A compensare questo aspetto, che per alcuni spettatori potrebbe anche rivelarsi eccessivo, c’è però una forte attenzione alle atmosfere, che sfociano nel folk horror, con un mix di religione, rituali, natura incontaminata e ambientazioni cupe e ricche di tensione. Interessante anche l’ibridazione tra i generi, con la storia che comincia come un classico thriller investigativo su un uomo in cerca della sorella, per poi trasformarsi in qualcosa di folle e sanguinoso, cambiando direzione drasticamente ma sempre con coerenza narrativa.
Particolarmente apprezzata sia dal pubblico che dalla critica, infine, l’interpretazione di Dan Stevens, che si cala perfettamente nei panni del gentleman con buone intenzioni, totalmente fuori posto nel contesto violento e surreale dell’isola deserta e della setta religiosa. Ogni minuto della sua permanenza sul luogo lo farà precipitare in una spirale di follia, fino ad arrivare a un finale spietato e inaspettato.
Foto: Netflix
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