Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 è arrivato in sala e ha “sconvolto” il mondo, imponendosi ai botteghini di tutto il pianeta (il film ha realizzato il miglior incasso di tutti i tempi nel weekend di esordio negli Usa, superando anche Il cavaliere oscuro) e lasciando in “una valle di lacrime” milioni di fan inconsolabili, che ora si sentono definitivamente orfani del maghetto.

Un evento di tale portata non poteva lasciare indifferente la redazione di Best Movie, che ovviamente si è prontamente mobilitata sui blog, partorendo post che rivelano stili, background e sentimenti molto diversi tra loro.

(In ordine cronologico di post) Dal critico imperturbabile (neppure il Prescelto ha scalfito il suo rigore!) Giorgio Viaro che ha scritto il suo post praticamente appena finita l’anteprima, nonostante abbia letto solo cinque pagine dei libri e non sia ancora sicuro di aver visto tutti i film della serie…

“[…] Harry Potter è un fenomeno di massa che coinvolge e ha coinvolto persone di ogni strato sociale, religione, nazionalità, squadra, gusto della pizza, colore preferito e numero di scarpe, compresi molti insospettabili (tipo la mia mamma). Quindi (2) anche se a me questo mondo, in cui qualsiasi cosa/parola/personaggio/svolta narrativa è preso per buono, sembra solo un gran caos, sono certo di essere quello che si sbaglia. Un’affermazione, per inciso, che non ha alcun senso”.

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Alla giornalista-fan Emilia Iuliano che nonostante i “postumi” del viaggio di nozze ha convinto il marito (che le ha assicurato che non la lascerà per questo!) a rincorrere l’ultimo spettacolo del primo giorno di proiezioni per riassaporare, finalmente, una magia dimenticata tra news a raffica e concorsi.

[…] Ebbene sì, nonostante l’amore per la saga, la mia vita con Harry Potter non è stata sempre rose e fiori, specialmente da quando il mio boss ha saputo che ne ero fan e mi ha propinato la responsabilità di notizie, concorsi, gallery e chi più ne ha più ne metta… E ora “l’incubo” stava per finire… Insieme a una grande passione. Vivere l’epilogo insieme a voi è stato però il regalo, la ricompensa più grande. Piangere durante la battaglia finale, applaudire con voi in sala, è stato meraviglioso, liberatorio […]”.

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Fino al fan-sognatore-peter pan Gabriele Ferrari, che in poche (beh, dipende dai punti di vista) righe descrive alla perfezione il desiderio che molti potteriani condividono in questo momento: MORE HARRY PLEASE…

“[…] Il motivo per cui ho così tanto amato Harry Potter è […] Mi sono sempre, invariabilmente, divertito come un bambino. Perché anche quando la storia ha cominciato a diventare DAVVERO seria, la Rowling non si è mai, mai e poi mai presa eccessivamente sul serio. Non c’è mai quel senso di gravitas e di autocompiacimento del tipo «oddio guarda qui che SCENA DARC che ti piazzo, haha, sono la nuova Bram Stoker […]»“.

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