È stato ammesso tra i 20 film stranieri scelti annualmente dalle autorità cinesi per essere distribuiti nel Paese asiatico, ma Harry Potter e i doni della morte – Parte 2 dovrà aspettare fino al 4 agosto per debuttare nelle sale della nazione. L’uscita posticipata dell¹ultimo capitolo della saga di J. K. Rowling (542,2 milioni di dollari nel mondo; 187,2 milioni di dollari in Usa; 10,5 milioni di euro in Italia), come pure di un altro campione d’incassi, Transformers 3D, non dovrebbe così interferire con i risultati de La grande rinascita, la fondazione di un Partito, kolossal con oltre 150 star cinesi, costato 70 milioni di yuan (oltre 7 milioni di euro) e distribuito da China Film Group. Attualmente il film ha ottenuto, in tre settimane di programmazione, 400 milioni di yuan (43 milioni di euro); sfruttando anche l’assenza della concorrenza di blockbuster stranieri, il kolossal, dedicato ai novant’anni del Partito Comunista Cinese, dovrebbe raggiungere il record al botteghino cinese con incassi stimati attorno a 800 milioni di yuan (circa 80 milioni di euro). Inoltre, per incrementare la vendita di biglietti de La grande rinascita, la fondazione di un Partito, un mese fa è stato tolto anticipatamente dalle sale cinesi Kung Fu Panda 2, sequel del lungometraggio animato DreamWorks, formalmente accusato di distorcere la cultura tradizionale del Paese asiatico (il primo episodio, nel 2008, fu un successo da  180 milioni di yuan, quasi 26 milioni di dollari, 19,7 milioni di euro). Intanto, sul mercato nero cinese, stanno già circolando copie pirata in Dvd (a 10 yuan, poco più di un euro) del nuovo Harry Potter, così come di altri blockbuster stranieri quali Cars 2 e Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare.

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