«Mai dire mai». La scrittrice J.K. Rowling, autrice della fortunata saga di Harry Potter, dopo aver più volte ripetuto di aver chiuso con le avventure del maghetto create 14 anni fa, ieri alla premiere mondiale a Londra dell’ultimo film del magico franchise, Harry Potter e i doni della morte – Parte 2, si è lasciata sfuggire parole di speranza per i milioni di fan in tutto il mondo che vorrebbero continuare a leggere e a vedere Harry per molto tempo ancora. «Non ho piani immediati di far risorgere Harry Potter – ha detto la scrittrice – ma mai dire mai. In fondo, è il mio bambino e se voglio farlo uscire di nuovo a giocare, lo farò».

Oltre alla Rowling, alla premiere erano presenti tutti i protagonisti della saga: Emma Watson (Hermione Granger) visibilmente commosa, Daniel Radcliffe (Harry Potter) arrivato per l’occasione da New York dove sta recitando in un musical, Rupert Grint (Ron Weasley), Tom Felton (Draco Malfoy), i gemelli James e Oliver Phelps (Fred e George Weasley), Ralph Fiennes (Voldemort), Helena Bonham Carter (Bellatrix Lestrange).

La Watson non è riuscita a trattenere le lacrime e ha dichiarato che il personaggio di Hermione era diventato ormai come una sorella per lei. «Quando mi chiedono cosa mi mancherà di più [della saga, ndr.] rispondo che sì, mi mancherà il resto del cast, ma soprattutto mi mancherà non essere più lei», ha aggiunto. Triste anche Radcliffe che però ha preferito non parlare del suo ruolo ma di quello di Severus Piton, a detta di tutti, la vera rivelazione di questo film: «Alan Rickman merita l’Oscar», ha detto il maghetto. L’unico felice della fine di questa avventura sembra Fiennes: «Non ne potevo più di indossare quell’irritante vestito di Lord Voldemort, così lungo e pesante che inciampavo in continuazione».

Alla premiere londinese erano presenti 8mila fan provenienti da tutto il mondo. Molti erano accampati da giorni nel centro di Londra in attesa del grande momento. Harry Potter e i doni della morte – Parte 2 uscirà in Italia il 13 luglio, anche in 3D. (Foto: Getty Images)

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(Fonte: Corriere, Ansa)

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