Il nuovo remake di Harry Potter non è ancora approdato sullo schermo, ma alcune scelte di casting stanno già suggerendo una direzione molto precisa. La serie HBO, pensata per riportare il mondo magico in televisione dopo la saga cinematografica con Daniel Radcliffe, sembra infatti voler sfruttare il formato seriale per recuperare ciò che i film avevano inevitabilmente lasciato indietro: personaggi secondari, dettagli di ambientazione e momenti molto amati dai lettori.
Il nuovo adattamento debutterà su HBO il 25 dicembre 2026 e la prima stagione sarà composta da otto episodi. Il ruolo di Harry Potter è stato affidato a Dominic McLaughlin, affiancato da Alastair Stout nei panni di Ron Weasley e da Arabella Stanton in quelli di Hermione Granger. Nonostante il debutto sia ancora lontano, HBO ha già rinnovato il progetto per una seconda stagione, segno di una fiducia molto forte nel nuovo adattamento.
Proprio dalla pre-produzione della seconda stagione arriva uno dei dettagli più interessanti: Peter Serafinowicz interpreterà Pix, il poltergeist di Hogwarts. Per chi conosce soltanto i film potrebbe sembrare un’aggiunta marginale, ma per i lettori dei romanzi si tratta di una notizia decisamente significativa. Pix, infatti, è una presenza costante nei libri di J.K. Rowling: caotico, dispettoso, rumoroso e spesso ingestibile, contribuisce in modo fondamentale all’atmosfera quotidiana del castello.
Nei film, però, il personaggio non è mai comparso. In origine avrebbe dovuto essere interpretato dall’attore britannico Rik Mayall, che aveva anche girato alcune scene per Harry Potter e la pietra filosofale, ma il suo ruolo venne poi tagliato completamente dal montaggio finale. Il suo arrivo nella serie HBO rappresenta quindi molto più di una semplice curiosità: è il segnale che il remake non vuole limitarsi a riproporre la storia già vista al cinema, ma intende costruire un adattamento più ampio e più fedele alla ricchezza del materiale originale.
La scelta diventa ancora più interessante se collegata ad altre indiscrezioni di casting. La produzione starebbe infatti cercando anche l’interprete di Colin Canon, il giovane Grifondoro appassionato di fotografia e grande ammiratore di Harry. Nei film, Colin era apparso in Harry Potter e la camera dei segreti, interpretato da Hugh Mitchell, ma era poi scomparso dal resto della saga. Nei libri, invece, il personaggio ha un percorso più ampio e arriva a giocare un ruolo particolarmente commovente nella Battaglia di Hogwarts.
È proprio qui che il formato televisivo può fare la differenza: i film di Harry Potter hanno avuto il merito enorme di portare sul grande schermo un universo complesso e amatissimo, ma erano costretti a fare scelte drastiche. Ogni romanzo, soprattutto dal quarto in poi, conteneva trame secondarie, personaggi minori e dettagli impossibili da inserire integralmente in due o tre ore di film.
Una serie, invece, può permettersi tempi più distesi. Può dare spazio agli studenti, ai fantasmi, ai professori, alle dinamiche quotidiane di Hogwarts e a tutti quegli elementi che, pur non essendo sempre indispensabili alla trama principale, rendono il mondo magico più ricco e credibile. È questo, probabilmente, ciò che mancava davvero ai film: non la grandezza dell’immaginario, ma il tempo necessario per abitarlo fino in fondo.
Il recupero di personaggi come Pix e Colin Canon è importante anche per un altro motivo: aiuta a giustificare l’esistenza stessa del remake. Fin dall’annuncio, la nuova serie di Harry Potter è stata accolta con diffidenza da molti fan, che l’hanno percepita come un’operazione troppo ravvicinata rispetto ai film originali o come un progetto nato soprattutto per sfruttare ancora una volta un marchio amatissimo.
Per superare questa critica, HBO deve dimostrare di non voler semplicemente rifare ciò che Warner Bros. ha già fatto. Deve proporre un approccio diverso, e le prime scelte sembrano andare proprio in questa direzione: tornare ai libri, recuperare ciò che era stato tagliato e restituire spazio ai personaggi secondari.
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