«Ho quasi avuto una crisi nervosa guardandolo»: questo film del 2019 è più distopico di Black Mirror
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«Ho quasi avuto una crisi nervosa guardandolo»: questo film del 2019 è più distopico di Black Mirror

Un film horror complicato da sostenere fino alla fine, ma impossibile da dimenticare

«Ho quasi avuto una crisi nervosa guardandolo»: questo film del 2019 è più distopico di Black Mirror

Un film horror complicato da sostenere fino alla fine, ma impossibile da dimenticare

Il film horror Vivarium

Lo sa benissimo la serie Netflix Black Mirror: poche cose riescono a essere horror come le situazioni ordinarie in cui viene introdotto un elemento di disturbo e distopia. Nella tradizione di questo genere cinematografico, sono molti i film che hanno inizio in un contesto quasi idilliaco, con perfetti quartieri dei sobborghi americani dove non sembra succedere mai nulla fino all’arrivo del serial killer o della creatura mostruosa di turno.

Uno dei titoli più peculiari degli ultimi anni, però, porta questo concept all’estremo: si tratta di Vivarium di Lorcan Finnegan, film del 2019 con protagonisti Imogen Poots e Jesse Eisenberg. In parte horror psicologico e in parte thriller distopico, racconta la storia di Gemma e Tom, che sono alla ricerca di un’abitazione per cominciare la loro vita di coppia. Uno strano agente immobiliare, Martin, li accompagna in un quartiere in espansione chiamato Yonder, formato da case tutte identiche e pervaso da un silenzio innaturale. Martin li convince a visitare la casa numero 9, ma poi scompare misteriosamente nel nulla. Quando Gemma e Tom cercano di abbandonare l’edificio, scoprono di essere intrappolati in un labirinto che li riporta sempre alla casa 9. Il mattino dopo, sull’uscio trovano una scatola con all’interno un neonato e il messaggio «Allevate il bimbo e sarete liberi». I due non hanno altra scelta se non obbedire, anche quando il bambino inizia a manifestare comportamenti terrificanti.

Come si può intuire dal concept stravagante, Vivarium ha da subito polarizzato sia le recensioni che il giudizio del pubblico. Molti lo hanno bollato come senza senso e anti-climatico, citando in particolare il finale pessimista che non lascia alcuno spiraglio di speranza. Inoltre, la visione per qualcuno è stata particolarmente frustrante a causa del ritmo incredibilmente lento, dei colori troppo saturi e della ripetizione sempre identica delle situazioni e degli scenari, considerato che Yonder è composta da case tutte uguali. Insomma, si potrebbe dire che non siano soltanto Gemma e Tom a impazzire di fronte a questa vicenda, ma anche lo spettatore…

Tuttavia, come in molti film horror moderni, lo scopo non è soltanto quello di spaventare chi guarda, bensì di costruire una raffinata e sottile critica sociale. In questo caso, al centro della riflessione del regista c’è la vita della “perfetta” famiglia tradizionale americana, una vita prefabbricata e pre-costituita, che finisce per svuotare le persone della propria individualità e del proprio scopo. Gemma e Tom rimangono bloccati in questa esistenza in cui non possono fare altro che ripetere continuamente le stesse azioni, intrappolati nei ruoli di madre e padre. Il contrasto tra la loro apparente vita idilliaca e questa tortura psicologica, che esplode infine in una conclusione terrificante, rende Vivarium una visione complicata, ma impossibile da dimenticare.

Fonte: MovieWeb

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