«Ogni volta che si pensa a una storia, bisogna lottare per realizzarla. È qualcosa che inizia nella tua testa, ma per cui poi bisogna lavorare molto. Nel caso di Walt Disney e Mary Poppins credo anche che lui si fosse fissato e l’avesse presa come una ferita all’orgoglio. Era Walt Disney, possibile che la Travers si ostinasse a dirgli di no e a negargli i diritti per realizzare il suo film? Era il papà di Topolino, non era abituato a sentirsi dire di no!».
Tom Hanks sembra tornato al biennio d’oro ’94-’95, quello di Philadelphia, Forrest Gump e Apollo 13, con tanto di doppio Oscar per i primi due film. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, e Mr. Hanks si è fatto più grigio e cicciotello, produttore iperattivo e nonno, ma ancora pieno di carte da giocare pure davanti alla macchina da presa. E così, poco dopo l’impressionante tour de force sostenuto per il suo Captain Phillips, rieccolo nei panni paterni, bonari e rassicuranti del padre di ogni fantasia animata, che in Saving Mr. Banks deve convincere l’arcigna Pamela Travers (una grande Emma Thompson), l’autrice del bestseller Mary Poppins, a cedergli i diritti cinematografici del libro. Uno scontro tra caratteri forti (ed animi sensibili) che si risolve in un commovente sodalizio umano.
Com’è stato calarsi nei panni di un’icona leggendaria come Walt Disney?
«È servito un po’ di tempo per comprendere e catturare l’intonazione e il ritmo della voce di un personaggio così carismatico. Per poterlo conoscere meglio e riuscire, per esempio, a riprodurre la sua immancabile e caratteristica tosse sono stati fondamentali gli aneddoti di Richard Sherman (famoso compositore, che vinse un Oscar nel 1965 proprio per la colonna sonora di Mary Poppins, e nel film è interpretato da Jason Schwartzman, ndr), che tra l’altro sono finiti nella sceneggiatura del film».
Come mai la tosse?
«Walt Disney fumava tre pacchetti di sigarette al giorno e quando andava a trovare i suoi collaboratori negli studi di registrazione – così racconta Sherman – si avvertiva la sua presenza fin dagli ascensori. Purtroppo Walt è stato vittima del suo tempo e chi lo conosceva lo vedeva raramente senza una sigaretta in bocca. È morto troppo giovane per un cancro ai polmoni».
Hai incontrato qualcuno della famiglia Disney?
«Molte cose mi sono state raccontate da Diane Disney Miller, la figlia, che mi ha dato accesso illimitato agli archivi e al Museo di San Francisco, al quale ho fatto un paio di visite e dove ho avuto possibilità di approfondire il personaggio guardando moltissimi video e registrazioni audio».
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