Non è certo un segreto che le star di Hollywood, in particolar modo le attrici, non siano sempre disponibili a mostrare il proprio corpo interamente nudo.
Detto ciò, è piuttosto interessante venire a conoscenza di chi è veramente interprete delle scene “hot”. Per ovviare a certe scelte personali delle star, esistono delle vere e proprie agenzie specializzate in “corpi da film”. È possibile pagare per avere un sedere, le mani, la schiena, oppure il seno, per non parlare dell’intera figura senza veli. Ovviamente, a seconda delle esigenze, il prezzo del noleggio aumenta (a dismisura): per alcuni film, va detto, inserire nel budget 500 dollari (minimo, per 8 ore di lavoro) dedicati ad un lato b nudo non è niente di che.

Le cifre sono ancora più alte se ad essere chiamate sono alcune modelle specifiche, praticamente allenate solo per scene hot (compreso il sesso). Una di queste si chiama Laura Grady, indossatrice di intimo e controfigura di nudo più richiesta sulla piazza: tutte la vogliono, e la Grady ha sostituito sul set star come Helena Bonham Carter, Piper Perabo, Patricia Arquette, Robin Wright e Marisa Tomei.
Ai giornalisti di Vulture, la modella ha anche raccontato le particolari sfumature che un lavoro del genere comporta. Per quanto riguarda Fight Club, ad esempio: «anche Brad Pitt purtroppo aveva la controfigura. Il vero Pitt e Helena Bonham giravano in altri momenti, e poi i corpi venivano scambiati. E’ stato parecchio hard-core. Fincher è un genio, voleva che coreografassimo il sesso, come fosse una danza. Ci mise uno sull’altro e ci disse: «Siete nella melassa, siete nell’acqua che scorre”. E nel film sembra proprio così». Oppure, la Grady ha raccontato la differenza di lavorare con un’altra controfigura piuttosto che con un attore vero: «e’ strano, quando lavoro con miei colleghi, nelle scene di sesso si ride e si scherza. Quando si tratta del vero attore, c’è sempre imbarazzo da parte sua. Con Adam Garcia sul set de Le Ragazze del Coyote Ugly, è stato proprio così».

Non tutte le esperienze sul set sono positive, sempre stando al racconto di Laura Grady: capita talvolta che la controparte maschile (o anche il regista) richiede delle scene molto più spinte del necessario. Oppure, non è inusuale ad Hollywood che le attrici da “doppiare” richiedano di tastare i corpi delle modelle prima di ingaggiarle per il lavoro (lo fece, ad esempio, Keira Knightley in Domino). Per non parlare delle questioni familiari, come dover spiegare ad eventuale compagno in che genere di lavoro si è specializzati.

Hollywood: che strano posto.

Fonte: vulture 

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