Gary Cooper, Clark Gable, Joan Crawford, Spencer Tracy, Henry Fonda, Cary Grant, John Wayne, Humphrey Bogart, Bette Davis pagati per mostrarsi sul grande schermo in compagnia dell’immancabile sigaretta: è quanto emerge dai documenti top secret di industrie leader del settore come l’American Tobacco, la Reynolds e la Liggett & Myers. La scoperta è stata fatta dai ricercatori dell’Università della California a San Francisco, che hanno potuto esaminare gli archivi storici di queste società in seguito alla recente approvazione delle leggi antifumo, pubblicando poi i loro studi sponsorizzati dal National Cancer Instutute sulla rivista online Tobacco Control Journal (www.tobaccocontrol.bmj.com). I ricercatori sono riusciti a mettere le mani su contratti da capogiro che impegnavano le grandi star a diventare fumatori incalliti sul grande schermo, vizio che nella vita reale costò caro a molte di loro, fra cui Wayne, Bogart e Cooper, tutti morti di cancro ai polmoni. «Ci volevano far credere che il fumo rappresentasse la storia di Hollywood», dicono gli studiosi, «e che la sigaretta fosse uno strumento artistico. Invece, l’influenza delle multinazionali era tale che nei film che vanno dagli anni ’30 ai ’50 anche medici, infermiere, atleti e perfino Babbo Natale hanno fatto la loro apparizione con la sigaretta in bocca». Una strategia sicuramente efficace, tanto da venire doverosamente omaggiata da un Aaron Eckhart in versione faccia di bronzo in Thank You for Smoking (2005), tagliente commedia di Jason Reitman sulle macchinazioni pubblicitarie della Big Tobacco dei nostri giorni.

Da.Mo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA