Questa settimana, l’offerta di film e serie Tv coreani disponibili su Netflix si è arricchita di un nuovo titolo che sta già facendo impazzire i fan della piattaforma. La cosa non dovrebbe sorprendere, considerato che si tratta dell’ultimo lavoro dell’acclamato regista Yeon Sang-ho, autore di Train to Busan e della serie Hellbound, anch’essa disponibile su Netflix.
La sua ultima fatica si intitola Tre rivelazioni (Revelations), ed è approdata in streaming solo qualche giorno fa, ottenendo già un ottimo riscontro sia di critica che di pubblico. Tratta dall’omonimo fumetto del 2022, la serie torna ad affrontare alcune delle tematiche care al regista, come la fede religiosa e il modo in cui i traumi del passato influenzano le credenze personali.
Al centro della storia ci sono il pastore protestante Sung Min-chan (Ryu Jun-yeol) e il detective Lee Yeon-hui (Shin Hyeon-bin), che si somigliano sotto molti aspetti, ma hanno fatto delle scelte di vita differenti. Ognuno è guidato dalle proprie convinzioni: il primo è convinto che la sua vocazione religiosa gli imponga di trovare e punire il colpevole di un caso di persona scomparsa, mentre il secondo, al quale è stata assegnata l’indagine, è tormentato dai suoi traumi personali e continua ad avere visioni della sorella morta.
«Molti dei film live action a cui ho lavorato mescolano temi surreali e universi fantasy – ha dichiarato il regista – Ma questa volta, ho voluto mantenere l’elemento fantastico al minimo. Volevo mostrare degli aspetti psicologici realistici, come l’illusione, lo sconforto e il trauma. È la storia di un personaggio con una visione del mondo egocentrica, un uomo che vede e crede soltanto a ciò che vuole lui».
I commenti sul nuovo film Netflix sono già entusiasti, e lodano soprattutto la realizzazione tecnica, le performance dei protagonisti e le tematiche affrontate. Secondo alcuni utenti di IMDb, si tratterebbe già di uno dei migliori film dell’anno, l’ennesima testimonianza del valore del cinema coreano, da cui «Hollywood dovrebbe solo imparare». «La poesia visiva del regista non ha davvero rivali e meriterebbe il grande schermo – ha aggiunto qualcun altro – Spero che il suo prossimo film non arrivi solo su Netflix, ma riceva la distribuzione al cinema di cui è degno». «Con due attori eccezionali, uno dei film più interessanti dell’anno ci lascia con una spaventosa riflessione: le nostre scelte sono davvero nostre, oppure sono soltanto la risposta alle forze invisibili che ci hanno reso ciò che siamo?».
Fonte: UniLAD
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