La terza stagione di House of the Dragon ha ormai raggiunto il suo giro di boa e continua a sorprendere anche chi conosce bene gli eventi raccontati in Fuoco e sangue, il libro di George R.R. Martin da cui la serie HBO è tratta. Nonostante le numerose modifiche apportate all’opera originale, il quarto episodio potrebbe aver confermato uno dei passaggi più importanti e drammatici del futuro di Rhaenyra Targaryen.
Dopo aver conquistato Approdo del Re, Rhaenyra siede finalmente sul Trono di Spade. Alicent Hightower e sua figlia Helaena sono prigioniere, mentre Aegon II è riuscito a fuggire dalla capitale nascondendosi tra la popolazione. La vittoria, però, non ha risolto i problemi della sovrana, che deve ora trovare il modo di mantenere il controllo di una città impoverita e stremata dalla guerra.
Uno dei primi provvedimenti presi dalla regina riguarda la nomina di un nuovo Maestro del Conio. Dopo aver allontanato il consiglio che non era riuscito a sostenerla a Roccia del Drago, Rhaenyra affida l’incarico a ser Torrhen Manderly, interpretato da Dan Fogler. L’uomo si distingue immediatamente per il suo atteggiamento ironico e per la capacità di contraddire apertamente la sovrana. È infatti proprio Torrhen a ricordarle che il blocco navale imposto durante il conflitto ha contribuito alla fame e alle sofferenze del popolo di Approdo del Re.
Durante una riunione del Consiglio Ristretto, i presenti discutono su come utilizzare le ricchezze recuperate dalle grandi casate di Westeros. Mysaria propone di distribuirne una parte alla popolazione, nel tentativo di riconquistare la fiducia dei cittadini. Daemon, invece, vorrebbe impiegare il denaro per pagare la Guardia cittadina e reclutare nuovi soldati. Torrhen Manderly suggerisce una soluzione diversa: introdurre nuove tasse. La proposta viene pronunciata quasi di sfuggita e finisce per passare in secondo piano a causa delle tensioni tra Daemon e Mysaria e degli altri problemi che Rhaenyra deve affrontare. Quella semplice battuta, tuttavia, potrebbe aver già anticipato l’errore destinato a compromettere definitivamente il regno della sovrana. Nel racconto di Martin, infatti, l’imposizione di nuove tasse sulla popolazione diventa una delle cause principali della sua caduta.
Dopo la conquista di Approdo del Re, Rhaenyra scopre che Tyland Lannister ha fatto trasferire e nascondere gran parte delle ricchezze della Corona, lasciando le casse del regno quasi completamente vuote. Per affrontare la crisi economica, la regina accetta le proposte del Maestro del Conio, lord Bartimos Celtigar. Nella serie, il personaggio è già stato rimosso dal suo incarico. È quindi possibile che sarà proprio Torrhen Manderly ad assumere il ruolo che Bartimos ricopre nel libro e a convincere Rhaenyra ad approvare una tassazione particolarmente severa.
In Fuoco e sangue, le nuove misure colpiscono duramente sia i cittadini più poveri sia le famiglie benestanti. Vengono introdotte imposte sulle proprietà, raddoppiate quelle su vino e birra e triplicate le tariffe del porto. Gli abitanti sono inoltre costretti a pagare persino per entrare o uscire dalla città.Tra i provvedimenti più controversi compare anche una tassa sui figli nati fuori dal matrimonio, una scelta particolarmente paradossale considerando le accuse rivolte per anni ai figli di Rhaenyra e il ruolo centrale che la questione della loro legittimità ha avuto nella sua storia. La popolazione, già provata dalla fame e dalle conseguenze della guerra, interpreta le nuove tasse come un’ulteriore punizione imposta da una sovrana distante dai suoi problemi. Il sostegno iniziale nei confronti di Rhaenyra si trasforma così progressivamente in rabbia e ostilità.
La situazione precipita definitivamente dopo la morte di Helaena. Nel libro, l’evento scatena una violenta rivolta contro la regina e il suo consiglio, culminando nell’assalto alla Fossa dei Draghi e nella morte di diversi draghi. Rhaenyra perde quindi il controllo di Approdo del Re ed è costretta ad abbandonare la città. Quando tenta di tornare a Roccia del Drago, scopre inoltre che l’isola è ormai caduta nelle mani di Aegon. Dal momento in cui approva il piano fiscale, la sovrana non riuscirà più a sedere sul Trono di Spade.
House of the Dragon sembra dunque avvicinarsi alla stessa svolta, anche se attraverso personaggi e dinamiche in parte differenti. La Rhaenyra della terza stagione appare sempre più determinata a utilizzare il popolo per consolidare il proprio potere, senza però comprendere fino in fondo le sofferenze degli abitanti della capitale.
La proposta pronunciata da Torrhen Manderly potrebbe quindi rappresentare molto più di una semplice battuta. Per risanare le finanze della Corona e sostenere il proprio esercito, Rhaenyra potrebbe decidere di scaricare i costi del conflitto proprio sui cittadini che afferma di voler governare e proteggere.
Il dettaglio nascosto nel quarto episodio prepara così una delle lezioni più importanti della Danza dei Draghi: sottovalutare il potere del popolo può essere fatale. A decretare la caduta di Rhaenyra potrebbero non essere soltanto i suoi avversari o i draghi della fazione nemica, ma la rabbia di una città ormai incapace di sopportare ancora il peso della guerra.
Fonte: CBR
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