«Tutto questo è incredibile, l’amore e la dedizione dei fan nei nostri confronti è qualcosa che mi lascia sempre stupefatta. Fare parte di questa serie è davvero pazzesco!» esclama una radiosa Jennifer Lawrence sul red carpet inglese della premiere mondiale della prima parte di Hunger Games – Il canto della rivolta. Anche se potrebbe sembrare una di quelle frasi che sentiamo ripetere spesso dalle star quando devono presentare un nuovo film, stavolta le parole dell’attrice più amata di Hollywood suonano sincere: in fondo il penultimo capitolo della saga è davvero uno degli eventi cinematografici più attesi e importanti dell’anno, paragonabile solo ad altri due titoli come Interstellar e Lo Hobbit. Il canto della rivolta, in Italia dal 20 novembre, è tratto dal romanzo conclusivo della serie scritta da Suzanne Collins e rappresenta un momento di svolta per la maggior parte dei personaggi. A cominciare dall’eroina principale:

«Ripartiamo dal punto esatto in cui avevamo lasciato Katniss al termine di Hunger Games – La ragazza di fuoco. I Giochi sono stati distrutti e lei capisce che deve e che può fare qualcosa per la Nazione. Questo è davvero il momento in cui si rende conto che ha le carte per diventare una leader e guidare i ribelli» spiega la Lawrence. «Per certi versi si tratta di un personaggio completamente nuovo da interpretare perché lei deve ricostruire se stessa. Il mondo che la circonda è completamente diverso e quello da cui proveniva è stato annientato. Non si tratta più di una battaglia per salvare la sua famiglia, adesso, visto che c’è di mezzo il futuro di tutti. Ci troviamo nel Distretto 13 e molte delle persone a cui Katniss tiene sono in grande pericolo».

Naturalmente Jennifer si riferisce a Peeta, rimasto prigioniero del Presidente Snow (Donald Sutherland), che lo ha torturato e manipolato. Josh Hutcherson si è detto entusiasta all’idea di riprendere il personaggio sotto questa nuova luce: «Non vedevo l’ora di girare questa parte della storia per poter esplorare un po’ di follia. Era un territorio a me sconosciuto come essere umano, innanzitutto, perciò l’idea di esprimere tanto disagio e dolore davanti alla cinepresa mi rendeva abbastanza nervoso. Per fortuna sono stato aiutato molto da Francis Lawrence, il nostro regista, che è riuscito a mettermi a mio agio e a farmi concentrare sulla performance».

Nella guerra contro Capitol City, per fortuna, Katniss non è da sola: oltre a Plutarch, interpretato dal compianto Philip Seymour Hoffman, che è riuscito a completare la maggior parte delle sue scene, c’è il Presidente Alma Coin, la new entry Julianne Moore: «Penso che questo film sia fantastico e che, rispetto ai precedenti, riesca ad ampliare ulteriormente la storia, in termini di personaggi e giochi di potere. Al centro de Il canto della rivolta c’è infatti un’intera Nazione e, fondamentalmente, si racconta l’inizio di una vera e propria guerra e di quanto le nostre scelte possano essere importanti. È eccitante avere la possibilità di lavorare con un gruppo di attori così straordinario» ci spiega l’attrice, contenta di essere entrata a fare parte del cast di uno dei franchise di maggior successo nella storia del cinema. Nel romanzo il personaggio del Presidente Coin non ha molto spazio e ciò ha rappresentato una sfida per la sua interprete: «Il lavoro principale è stato capire chi fosse questa donna, visto che nel libro i lettori conoscono bene il punto di vista di Katniss, ma non il suo. Tra loro due, inoltre, il rapporto non è dei più semplici. Innanzitutto lei vede in Katniss una ragazza estremamente ferita e spaventata e per questa ragione non vuole approfittarsi di lei, ma poi si rende anche conto di quanto Katniss possa essere fondamentale ai fini della Rivoluzione».

«Credo che uno dei temi del film sia l’idea che anche una singola persona possa fare la differenza» spiega Francis Lawrence, regista della serie a partire dal secondo episodio. «In questo capitolo mostriamo anche come le immagini possano essere strumentalizzate e spero che il nostro pubblico, andando a vedere il film, si renda conto del fatto che noi stessi siamo soggetti alla stessa cosa quando guardiamo la tv o navighiamo in internet. Mi auguro che la gente si fermi a pensare a come le cose vengono manipolate e sotto quale luce ci vengono presentate».

Tra le new entry del cast c’è anche Natalie Dormer, la Margaery Tyrell de Il Trono di Spade, che qui interpreta Cressida, il cui compito è filmare gli spot di propaganda dei ribelli. «Sono una fan adorante della saga di Hunger Games! L’anno scorso sono persino venuta qui al red carpet de La ragazza di Fuoco. Trovarmi oggi a camminare sul red carpet come membro del cast è davvero emozionante. Penso che la gente ami questa serie perché, sia attraverso i romanzi che i film, parla ai giovani in maniera concreta di temi adulti, molto moderni e contemporanei. Il canto della rivolta, per di più, ha dalla sua parte alcune qualità: è epico, bellissimo e concentra in un solo film tutto il meglio e il peggio dell’umanità».

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