I 7 anime più contorti che abbiate mai visto
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I 7 anime più contorti che abbiate mai visto

Da Neon Genesis Evangelion a Texhnolyze, ecco una serie di storie animate giapponesi "da mal di testa"

I 7 anime più contorti che abbiate mai visto

Da Neon Genesis Evangelion a Texhnolyze, ecco una serie di storie animate giapponesi "da mal di testa"

7 anime contorti

Guardare anime può essere un passatempo leggero, ma chi frequenta questo mondo sa che esistono titoli capaci di spiazzare anche gli spettatori più attenti. Alcune opere non si accontentano di raccontare una storia: la smontano, la frammentano, la riempiono di simboli e riferimenti che non vengono mai spiegati del tutto. Sono serie e film che parlano di identità, paura, destino e libero arbitrio, ma lo fanno attraverso strutture narrative che rompono le regole. Ci si ritrova a rivedere episodi, leggere forum di teoria, cercare spiegazioni su wiki e interviste per capire davvero cosa sia successo.

Per stilare la lista che trovate qui sotto, abbiamo scelto sette titoli che hanno segnato il medium per ambizione e complessità. Sono “contorti” non perché scritti male, ma perché scelgono deliberatamente di essere sfidanti: mettono il pubblico davanti a eventi che non tornano subito, a simboli che si spiegano (forse) solo alla fine, a finali che ribaltano tutto. Eppure, proprio in questo caos sta la loro forza: nessun altro linguaggio come quello dell’animazione giapponese riesce a trasformare una storia in un’esperienza così densa e discussa.

Neon Genesis Evangelion

All’inizio sembra un classico anime mecha: un adolescente, Shinji Ikari, chiamato a pilotare un enorme robot per salvare l’umanità da misteriosi Angeli. In realtà Evangelion è un viaggio nella psiche dei personaggi e nell’angoscia esistenziale. La serie cambia tono man mano che avanza: dalle battaglie spettacolari passa a episodi che sono puro flusso di coscienza, con domande su identità e senso di sé. Simboli religiosi e riferimenti filosofici affollano la scena, ma raramente vengono spiegati. Il finale della serie TV, astratto e interiore, fu così spiazzante da spingere alla realizzazione del film The End of Evangelion, che offre un epilogo alternativo ma altrettanto aperto a interpretazioni.

Serial Experiments Lain

Inquietante e visionario, Lain racconta la storia di una ragazza che, dopo il suicidio di una compagna di scuola, entra in contatto con il “Wired”, una rete virtuale che confonde reale e digitale. La serie costruisce un’atmosfera cyberpunk rarefatta: lunghe pause, simboli criptici, identità multiple della protagonista e teorie complottistiche. Lo spettatore è costretto a chiedersi se ciò che vede accada davvero o sia solo una proiezione della rete. Non esistono spiegoni, solo frammenti da ricomporre.

Ergo Proxy

Un futuro distopico popolato da esseri umani e androidi coscienti, misteriose divinità chiamate Proxy e una detective che insegue un uomo dal passato oscuro. Ergo Proxy mescola indagine, filosofia e visioni oniriche, alternando momenti di pura azione a episodi simbolici e difficili da decifrare. Il confine tra realtà e sogno si assottiglia, e molti punti cruciali — dall’origine dei Proxy al destino dell’umanità — restano volutamente indefiniti. Un anime che seduce per atmosfera e profondità, ma non fa sconti a chi cerca chiarezza.

Higurashi no Naku Koro ni

Comincia come una tranquilla storia rurale: un gruppo di amici in un piccolo villaggio, tra giochi e festival estivi. Poi arrivano la paranoia e l’orrore. Higurashi si sviluppa in archi narrativi che ripetono gli stessi eventi, ma con varianti sempre più sinistre. Ogni “loop” aggiunge pezzi di verità, ma confonde ciò che è reale e ciò che è possibile. I personaggi cambiano ruolo, da vittime a carnefici, e la tensione cresce fino a rivelazioni disturbanti sul villaggio e sulle sue regole segrete. Una struttura che richiede attenzione e memoria per essere compresa.

Steins;Gate

Okabe Rintaro e i suoi amici scoprono un modo per inviare messaggi nel passato, alterando la realtà senza rendersene conto. Da questa premessa parte un thriller temporale intricato, dove ogni cambiamento crea nuove linee di mondo e nuovi paradossi. Solo Okabe conserva i ricordi delle diverse timeline, e lo spettatore deve seguirlo tra viaggi avanti e indietro, cause che diventano effetti e sacrifici emotivi che pesano diversamente a seconda del tempo in cui avvengono. Una costruzione intelligente, ma che chiede attenzione estrema.

Puella Magi Madoka Magica (e il film Rebellion)

Sembra una storia di “magical girl” come tante, ma Madoka Magica la sovverte con brutalità. Dietro i desideri esauditi si nasconde un sistema cosmico crudele: le eroine destinate a diventare streghe, prede della disperazione. Nella serie TV Madoka diventa una figura quasi divina che riscrive le regole dell’universo. Ma il film Rebellion cambia tutto ancora una volta: Homura, ossessionata dal proteggere Madoka, spezza quell’ordine e crea un mondo nuovo, diventando lei stessa una divinità ambigua. Altruismo e manipolazione si confondono, lasciando un finale potentissimo ma irrisolto.

Texhnolyze

Forse l’esperienza più estrema di questa lista. In una città sotterranea in decomposizione, Ichise sopravvive diventando parzialmente meccanico e attraversa un mondo governato da lotte di potere e disperazione. Dialoghi ridotti all’osso, ritmo lentissimo e simbolismo visivo rendono Texhnolyze più un’esperienza sensoriale che un racconto tradizionale. Nichilista e cupo, non offre risposte facili né redenzione: chiede allo spettatore di affrontare il vuoto e trarne da solo un significato.


Siete d’accordo con questo elenco? Vi vengono in mente altri titoli di anime “contorti”? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.

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