Philip K. Dick è lo scrittore più saccheggiato dal cinema moderno, a cominciare da Blade Runner. Chiunque abbia trasposto in film una sua opera, però, ha sempre preferito puntare su un solo lato del prismatico universo del romanziere americano. Spielberg girò Minority Report virandolo sull’action adrenalinico. John Woo fece lo stesso con Paycheck. Ora è il turno di George Nolfi, già sceneggiatore di Ocean’s Twelve e The Bourne Ultimatum: prendendo spunto dal racconto breve Adjustment Team, I guardiani del destino punta ad abbracciare tutte le tematiche care a Dick, dalle riflessioni sulla predestinazione alla sfiducia nei confronti delle autorità, passando per l’irrinunciabile storia d’amore. La vicenda è presto spiegata: David Norris (Matt Damon), candidato al Senato degli Stati Uniti, incontra per caso una ballerina di nome Elise (Emily Blunt).
La scintilla tra i due sarebbe anche scoccata, ma viene ostacolata da un gruppo di “uomini in grigio” che intimano a David di dimenticarla. Sono i Guardiani del destino, squadra di burocrati (che sembrano usciti dagli anni ’60 della serie tv Mad Men) che controllano le vite di ciascuno in ogni dettaglio.
David diventerà senatore come da loro previsto, e a causa loro dovrà dimenticare Elise, “infiltrata” nella vita di David a causa di una loro imperdonabile distrazione.
Queste le premesse, e partendo da qui il film cresce e si sviluppa su due binari che inevitabilmente collidono. C’è il tentativo di David di contrastare il progetto degli angeli (così si definiscono loro) in nome del libero arbitrio. Ma c’è soprattutto la sua storia d’amore con Elise, sbocciata quasi per caso e che cresce clandestinamente, tra incontri furtivi e le minacce dei “controllori”; è per non perdere lei che il senatore si mette contro il volere del fato. Un ibrido coraggioso, che abbandona il lato più action e d’impatto della fantascienza moderna in favore di una virata meditativa, sulla scia di quanto fatto da Mark Romanek nel recente Non lasciarmi. Non mancano ovviamente le sequenze più concitate, come gli inquietanti inseguimenti dei Guardiani, impeccabili nei loro anonimi smoking e da cui è impossibile scappare o nascondersi, come se non fossero uomini ma creature onniscienti e ubique (e infatti molti videro nel racconto originale un malcelato messaggio antireligioso).
Insomma, sembra che George Nolfi abbia finalmente raccolto l’eredità del Ridley Scott di Blade Runner e abbia capito che il modo migliore per portare Dick al cinema è rinunciare ai generi e abbracciare la sua visione a tutto tondo, tra critica sociale, filosofia, azione e amore.

Regia: George Nolfi
Interpreti: Matt Damon, Emily Blunt, Anthony Mackie
Trama: L’incontro di David, candidato al Senato americano, con Elise scombina i piani dei Guardiani del destino. Burocrati “metafisici” che, dovendo controllare la vita del politico in ogni dettaglio, proveranno a sistemare le cose…
Genere: fantascienza
Durata: 106’

Da vedere perché: per scoprire un ibrido tra romance, fantascienza e film filosofico, calato in un’affascinante atmosfera retrò-moderna.

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La scheda è pubblicata su Best Movie di giugno a pag. 100


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