I soldati inglesi? Dei “pappamolla piagnucolosi” (“whining wimps”), a confronto con gli illustri predecessori dell’età vittoriana. Il giudizio drastico viene da Rupert Everett, che notoriamente non ha peli sulla lingua, ed è andato in onda durante la proiezione su Channel 4 di un suo documentario dedicato a Sir. Richard Francis Burton, celebre eroe dell’Ottocento. Il divo, paragonando i soldati di oggi a quelli di ieri, ha detto che gli uomini di stanza in Iraq e Afghanistan sono “una lagna” (“whine”) nell’affrontare i pericoli, aggiungendo che non hanno alcun diritto di lamentarsi perché, a suo parere, arruolarsi nell’esercito significa avere voglia di morire. «L’unica cosa che può spingerti nell’esercito», ha detto, «è la volontà di essere ucciso e di mettere alla prova i tuoi limiti». Ma Everett ne ha anche per gli Stati Uniti, definiti una nazione di “buoni a nulla” (“blobby nation”). «Ormai sono lontanissimo dagli Stati Uniti», ha continuato. «Prima la reazione dopo l’11 settembre, poi Bush: sono veramente diventati una nazione di buoni a nulla. Sono vittime piagnucolose con un linguaggio preso interamente da serial come Friends e Sex and the City, senza nulla di attraente. E quella sorta di semi-cecità nei confronti del resto del mondo che una volta era così intrigante ora è diventata soltanto fastidiosa».

Da.Mo.

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