Ha scalato le classifiche di decine di Paesi conquistando milioni di lettori. E ora che dal best-seller Il cacciatore di aquiloni dello scrittore e medico afghano Khaled Hosseini, è stato tratto un film le autorità afghane ne hanno impedito la distribuzione nel loro Paese. “Alcune delle sue scene sollevano dubbi e per qualcuno sono inaccettabili: il film potrebbe causare problemi al governo e alla popolazione», ha infatti dichiarato Latif Ahmadi, direttore dell’organismo statale Afghan Film, che fa riferimento alle sequenze in cui un ragazzino hazara subisce uno stupro da parte di ragazzini pashtun. Una scelta condivisa e sostenuta anche dal presidente afghano Hamir Karzai, preoccupato per le ricadute negative sull’alleanza politica fra hazara e pashtun, entrambi sostenitori del governo. La storia raccontata nel libro di Hosseini e nel film diretto da Marc Foster (attualmente impegnato con le riprese della nuova missione di 007 in Bond 22), è ambientata in Afghanistan e in America e racconta l’amicizia tra due bambini appartenenti a caste diverse: Amir, figlio di un ricco pashtun, e Hassan, figlio del suo fedele servo Hazara, percorrendo un arco narrativo che parte dalla loro infanzia a Kabul, prima alla guerra, e prosegue fino al periodo dei conflitti e del trasferimento di Amir in America. Negli USA il film è uscito il mese scorso (dopo alcuni ritardi dovuti a medesime preoccupazioni legate alle scene di violenza); mentre da noi arriverà il 15 febbraio distribuito da Filmauro.

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