Non solo Oculus Rift. Anche Google si lancia nel campo della realtà virtuale grazie all’app gratuita Spotlight Stories, disponibile per iPhone, iPad e Android. Lo smartphone al posto del visore di oculus, dunque, per catapultarci all’interno (e al centro) di cortometraggi, da vedere a 360 gradi con il telefonino a fare da cinepresa.

A capo del progetto – e direttore di uno dei corti, Windy Day (protagonista un topolino che cerca di non perdere il suo cappello durante una giornata ventosa), c’è Jan Pinkava, già regista con Brad Bird di Ratatouille. «Era il 2012 quando Google venne da me con uno smartphone dicendomi: “Vorremmo che realizzassi qualcosa di unico per questo apparecchio”. Non è stato facile, ma abbiamo pensato a un film la cui cinepresa fosse in mano agli spettatori. È qualcosa che apre possibilità infinite».

I corti, dicevamo, sono quattro: oltre a Windy Day, troviamo Duet, in cui un disegno si anima e comincia a ballare, Buggy Night, con un gruppo di insetti canterini disturbato dalla luce di una torcia elettrica, e The Help, unico live-action tra i presenti, diretto da Justin Lin (Fast & Furious 3, 4, 5, 6). L’obiettivo è arrivare a otto entro la fine dell’anno, realizzando anche un horror.

Siamo ancora all’interno di un territorio sperimentale, ma è chiaro come il cinema sia già avviato verso un’evoluzione tecnologica e linguistica importante. La domanda che ci chiediamo è: come ne uscirà l’esperienza di visione di un film: migliorata o privata della sua più pura essenza?

 

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