Niente estradizione per Roman Polanski. È stato lo stesso regista, arrestato in Svizzera per un mandato di cattura americano del 1978 (la causa, com’è noto, sono i rapporti sessuali avuti con una ragazza allora tredicenne), a rifiutare di essere estradato negli Stati Uniti. D’accordo coi suoi avvocati, ora può chiedere la scarcerazione su cauzione (ha dieci giorni di tempo per farlo), a patto che però non lasci il suolo svizzero: «concessione molto rara», fanno sapere le autorità elvetiche. Nel frattempo, il mondo della cultura e del cinema si sta mobilitando per chiedere la liberazione di Polanski e sollecitare l’intervento del Segretario di Stato Usa Hillary Clinton (Bernard Koucher, il Ministro degli Esteri di Francia, nazione dove il regista risiede dal 2003, ha confermato di averle scritto una lettera). Tra gli autori e attori che hanno già firmato una petizione per la scarcerazione anche Costa-Gavras, Wong Kar-wai, Andrzej Wajda, Fanny Ardant, Monica Bellucci, Pedro Almodóvar, Michael Mann, Wim Wenders, Giuseppe Tornatore, Marco Bellocchio, Ettore Scola, Michele Placido, Paolo Sorrentino, Isabelle Adjani, Claude Lelouch e Julian Schnabel. Intanto il Ministro degli Esteri svizzero, Eveline Widmer-Schlumpfsuch, “si difende”: «Non avevamo scelta. La biografia di una persona non deve definire un trattamento di favore davanti alla legge. Polanski era nella lista dei ricercati dell’Interpol e con gli Stati Uniti abbiamo accordi vincolanti per legge». Intanto a Hollywood ci si domanda quali saranno le sorti del film che il regista stava girando, The Ghost, thriller politico con Pierce Brosnan e Ewan McGregor tratto dal romanzo Il ghostwriter di Robert Harris. Polanski ha già completato la maggior parte del montaggio, ma deve ancora terminare il missaggio di musica e colonna sonora. Ma al momento la sua priorità è sicuramente pensare alla scarcerazione. E voi cosa ne pensate? Credete che questa mobilitazione sia giusta? Lasciate il vostro commento su BestMovie.it.

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