Il destino originale di Rocky Balboa avrebbe fatto infuriare tutti i suoi fan
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Il destino originale di Rocky Balboa avrebbe fatto infuriare tutti i suoi fan

A svelarlo è lo stesso Sylvester Stallone, che ha lottato duramente per cambiare le cose

Il destino originale di Rocky Balboa avrebbe fatto infuriare tutti i suoi fan

A svelarlo è lo stesso Sylvester Stallone, che ha lottato duramente per cambiare le cose

il finale originale di rocky in creed

Rocky Balboa: il pugile nato dalla mente e dal cuore di Sylvester Stallone, icona di riscatto, fatica e speranza. Da quasi cinquant’anni, rappresenta l’uomo comune che non si arrende, e ogni suo ritorno al cinema è sempre stato accolto come quello di un vecchio amico. Ma dietro una delle sue ultime apparizioni, in Creed del 2015, si nascondeva un destino che avrebbe potuto cambiare per sempre il mito del personaggio… e non in meglio.

Durante una recente intervista con GQ, Stallone stesso ha raccontato che, nelle prime versioni della sceneggiatura di Creed, Rocky avrebbe dovuto morire. L’idea era del regista Ryan Coogler, che voleva dare al film un taglio più drammatico e far uscire di scena il leggendario pugile colpito da una malattia simile alla SLA, la stessa che afflisse Lou Gehrig. «Ryan Coogler era molto insistente, continuava a spingere per questa idea – ha spiegato Stallone – Avevamo lo stesso agente, ma non volevo farlo perché nel modo in cui lo aveva scritto Rocky moriva. Gli veniva la malattia di Lou Gehrig. E io gli dissi che non mi piace vedere personaggi del genere morire. Preferisco di gran lunga che salgano su un treno e scompaiano, piuttosto che morire, perché questo rattristerebbe completamente il pubblico».

L’attore, consapevole del legame unico tra Rocky e i fan, si oppose con fermezza, temendo che una morte sullo schermo avrebbe “bagnato di malinconia” una storia costruita sull’idea opposta: quella della rinascita. Dopo due anni di discussioni, Coogler ha accettato di modificare la sceneggiatura, e Stallone è tornato a interpretare il suo personaggio in una delle performance più intense della sua carriera. «Una volta superato questo punto, dissi: “Va bene, proviamoci”. È stato un ruolo molto drammatico, perché non potevo usare il corpo. Non combattevo. È stata una bella sfida, e alla fine è andata piuttosto bene».

Il risultato ha dato ragione all’attore: Creed è stato un successo di critica (95% su Rotten Tomatoes) e di pubblico (89%), lodato come un passaggio di testimone riuscito e un’espansione rispettosa dell’eredità di Rocky. Se la sceneggiatura avesse seguito il piano originale, la morte di Balboa avrebbe probabilmente lasciato un’ombra sull’intera saga, chiudendo per sempre un arco narrativo che invece ha continuato a evolversi fino a Creed II e oltre. Proprio nel sequel, Stallone ha scelto di salutare definitivamente il personaggio, affidando simbolicamente il testimone a Michael B. Jordan: «Alla fine di Creed II dico: “Non hai più bisogno di me. Ora sei da solo”. Quello era il passaggio del testimone». Un addio silenzioso, ma carico di significato — molto più efficace di una fine tragica.

Oggi Rocky Balboa esiste ancora nell’universo di Creed, anche se difficilmente tornerà sullo schermo. E forse è giusto così: perché, come dice lo stesso Stallone, è meglio immaginare il vecchio pugile salire su quel “treno che scompare all’orizzonte”, piuttosto che vederlo cadere per sempre. Siete d’accordo con lui? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.

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Fonte: GQ

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