Eccoci qua. Anche quest’anno è finito un festival che mi piace, che mi emoziona, mi coinvolge, mi manda in fissa. Cosa fare alla fine? IL PAGELLONE. TA-DAAM.

Sarà un pagellone strano, non voglio parlarvi solo di film ma anche dei momenti e delle persone di questo festival. Iniziamo.

I FILM DELLA FISSA (scala voti 1-10)

Anomalisa” (Charlie Kaufman): trovate #ilmiocinema qui e comunque vorrei ribadire che su una scala da 1 a mammamiatepregonevoglioaltri10000così direi che siamo al mammamia(etc). Davvero il capolavoro del Festival. (voto 10)

Beasts of No Nation” (Cary Fukunaga): anche di questo trovate #ilmiocinema e davvero, Netflix si conferma essere il presente, non il futuro. Siamo davanti ad una resa e a un livello incredibile. Qui la fissa raggiunge il CAPS LOCK sulla parola FISSA, appunto. (voto 8.5)

Spotlight” (Tom McCarthy): qui #ilmiocinema su un film che mi ha rilassato, toccato, incuriosito, convinto, insomma ha fatto il suo lavoro. E’ cinema classico, è ordinato, intelligente, davvero da vedere e studiare. (voto 8.5)

Non essere cattivo” (Claudio Caligari): ho pianto, ho riso, ho immaginato mia madre dire alcune delle battute del film, c’era un po’ della mia terra e un po’ della sua magia nera. #ilmiocinema qui e meraviglia negli occhi. (voto 9)

I FILM CHE PROPRIO NIENTE GUARDA (scala voti 1-10)

Heart of a Dog” (Laurie Anderson): niente, non mi ha toccato, anzi mi ha fatto arrabbiare. Un flusso di coscienza sul lutto che è smontabile in mille frasi più o meno famose di filosofia motivazionale. E poi Laurie ci fa veder il suo canale che suona il piano. Povera bestia. Da 1 a NO? No. (voto 4)

A Bigger Splash” (Luca Guadagnino): un film che di grammatica non ha niente con un regista che sa molto, conosce molto ma trasmette poco. Un’occasione di cast e set up incredibile, un risultato sconclusionato e inguardabile, davvero brutto a mio parere. (voto 3)

The Childhood of a Leader” (Brady Corbet): una delle idee più forti del festival portate sullo schermo in uno dei modi peggiori. Autore che si autoproclama autore impegnato alla sua opera prima. Tutto ciò non porta a niente di buono. (voto 4.5)

Looking for Grace” (Sue Brooks): Paul Haggis 10 anni fa consacrava un genere di film come questo con “Crash”. Film multilineare, con persone e storie che si incrociano in un evento tragico o d’impatto emotivo. Ecco, qui ne abbiamo la pallida versione lenta e desaturata (solo nel racconto, I colori sono vivissimi). Considerate questo film come un effetto butterfly innocuo: se lo eliminate non succede niente a nessuno, nè nel passato tantomeno nel futuro. (voto 2)

PERSONE E MOMENTI MAMMA MIA

Ne sono successe di cose, cercherò di essere breve e diretto:

Mamma mia quanto è bono Jake Gyllenhaal (da eterosessuale non posso che smettere di esserlo, sono rimasto abbagliato e per un secondo cantavo George Michael nella mia testa sperando mi portasse via con lui)

Mamma mia quanto è bona Alicia Vikander (dimenticatevi di ciò che ho detto poco sopra, sono di nuovo etero, voglio di nuovo volare sulle ali dell’amore con lei, Fassbender “spostati” diremmo a Roma)

Mamma mia “Amarcord” in 4k con lacrime, risate e Tornatore che ci chiede scusa perché ha avuto poco tempo per montare 8 minuti di backstage inedito dal film (davvero è stato uno dei momenti più toccanti del Festival, riuscire a partecipare ad un momento solenne come questo)

Mamma mia quanto dobbiamo ringrazia Johnny Depp, tutti noi: internet, uomini, donne, frustrati, felici, bambini, dentisti, parrucchieri, TUTTI. Grazie Johhny perché hai dato a tutti noi qualcosa di cui parlare. Ah, anche il Festival ti ringrazia secondo me, visto che per 48 ore è stato nei top trend mondiali.

Mamma mia la Delorean su cui ho fatto un giro. Bella, fantastico il proprietario e soprattutto molto comoda per chi è più alto di 1.80m

MOMENTO BEST OF THE BEST EVER BEST

Alicia Vikander mi vede entrare per l’intervista, mi guarda, mi sorride. Poi io faccio per salutarla e sedermi, le stringo la mano. Mi siedo. L’operatore sposta il microfono perché mi sta davanti alla faccia. E Alicia dice

Sei molto alto, è una buona cosa.”

E io volo. Altissimo.

FINE.

MENZIONE SPECIALE DEL CUORICINO

Questo è un premio speciale che assegno dopo tutti questi giorni a voi. Le persone che mi hanno seguito come sempre e soprattutto quelli che ho incontrato qui. Davvero sono stati 10 giorni in cui ridevo, mi appassionavo e discutevo in modo molto positivo con molta gente che mi riconosceva e che voleva sapere cosa ne pensassi sul festival e sui film. Sono estasiato dall’intelligenza di chi mi segue, sono onorato di questo, davvero.

Quindi grazie perché avete reso questa esperienza incredibile, davvero.

Grazie a Giorgio Viaro che ha creduto in me, a Elia che seppur venisse da Milano è stato un compagno di viaggio molto fico, grazie a MariaLaura anche se non ci troviamo quasi mai sui gusti cinematografici e grazie Padre Pio (cit.).

Fine. Lacrimuccia.

 

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