L’uso massiccio del digitale ha cambiato ormai per sempre il volto del cinema, scatenando il dibattito tra gli aficionados della pellicola (e detrattori del digitale) e coloro che pensano che questa nuova rivoluzione abbia “liberato” la settima arte. La questione (un po’ amletica) è stata riaperta dall’interessante documentario Side by Side prodotto da Keanu Reeves in cui un numero impressionante di nomi altisonanti di Hollywood si interrogano sulla questione e raccontano le loro esperienze: Steven Soderbergh, James Cameron, David Lynch, Martin Scorsese, Lana Wachowski e Andy Wachowski, Christopher Nolan, David Fincher, George Lucas, Robert Rodriguez, Vittorio Storaro, Lars Von Trier, John Malkovich, Danny Boyle, Joel Schumacher, Barry Levinson.

Di Side by Side ci racconta approfonditamente il direttore editoriale di Best Movie, Luca Maragno, sul suo blog Squid, incuriosendo il lettore con tantissimi aneddoti e curiosità raccontati dalla stessa voce dei protagonisti.

Il film dura circa 90′ e dal 28 agosto è visibile online on demand in inglese con i sottotitoli. Sul sito ufficiale trovate tutti i link del caso. Lo segnalo perché è un vero e proprio gioiellino: per gli addetti ai lavori molte tematiche sono forse un po’ scontate (ma c’è il piacere di sentirle dalle voci del gotha del cinema), per tutti gli altri è senz’altro un viaggio alla scoperta di come viene realizzato un film oggi (e ieri). Vediamo se riesco a incuriosirvi un pochino, riportandovi alcune stralci del documentario.

Le riprese – Nolan vuole le pause
Con la pellicola si è costretti a fare riprese non più lunghe di circa 10′, perché poi bisogna ricaricare la macchina, mentre con il digitale non c’è limite di tempo. Inoltre, una volta, prima di poter vedere il risultato delle riprese bisognava attendere la spedizione della pellicola al laboratorio di sviluppo e stampa e ottenere in ritorno i cosiddetti “giornalieri”. Con il digitale, invece, si ha la possibilità di rivedere il girato in qualsiasi momento.

Christopher Nolan: «se pensi che quello che vedi su un monitor di controllo sia uguale a quello che vedranno gli spettatori stai prendendo in giro te stesso. Gli spettatori vedranno il film su uno schermo migliaia di volta più grande. Inoltre non mi serve girare per 45 minuti di seguito e i 2-3 minuti di break che occorrono per cambiare pellicola sono essenziali per recuperare energia e mantenere poi concentrata l’attenzione della troupe».

Continua a leggere il post Cinema digitale: Keanu Reeves fa il punto

© RIPRODUZIONE RISERVATA