Il film più censurato della storia è italiano: tagliato o bandito in oltre 50 paesi al mondo
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Il film più censurato della storia è italiano: tagliato o bandito in oltre 50 paesi al mondo

Nel bene o nel male, ha fatto la storia della Settima Arte e se ne parla ancora dopo così tanti anni

Il film più censurato della storia è italiano: tagliato o bandito in oltre 50 paesi al mondo

Nel bene o nel male, ha fatto la storia della Settima Arte e se ne parla ancora dopo così tanti anni

il film più censurato della storia è italiano

Nel corso della storia del cinema, molti film hanno suscitato polemiche, sollevato dibattiti morali e affrontato la censura. Tuttavia, pochi hanno avuto un destino tanto controverso quanto Cannibal Holocaust, film italiano del 1980 che detiene il poco invidiabile primato di essere a conti fatti il film più censurati di sempre. Diretto da Ruggero Deodato, è stato vietato, tagliato o totalmente bandito in oltre 50 paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Germania e Norvegia.

Realizzato come un crudo finto documentario (una delle prime espressioni del cosiddetto found footage), Cannibal Holocaust racconta la storia di quattro giovani documentaristi scomparsi nella giungla amazzonica durante le riprese di un reportage su tribù cannibali. Una seconda spedizione recupera le loro pellicole, scoprendo che i ragazzi, in realtà, avevano inscenato violenze per creare un film sensazionalistico, provocando la rabbia delle popolazioni locali e trovando così la propria tragica fine.

A rendere così crudo e controverso Cannibal Holocaust è il fatto che si presenta con uno stile realistico, quasi giornalistico, che ha scioccato il pubblico dell’epoca. La situazione è resa ancora più incandescente a causa di diverse scene di estrema violenza, tra cui stupri simulati, torture, mutilazioni e soprattutto la reale uccisione di animali sul set. Questi elementi hanno contribuito non poco a generare un’ondata di indignazione globale. La reazione delle autorità non tardò infatti ad arrivare. Pochi giorni dopo l’uscita nelle sale italiane, Deodato fu arrestato con l’accusa di aver realizzato uno “snuff movie” – ovvero un film in cui le morti sarebbero reali. Il regista fu costretto a dimostrare in tribunale che gli attori erano vivi, portandoli fisicamente in aula. Sebbene assolto dalle accuse più gravi, Deodato fu comunque condannato per crudeltà verso gli animali, un’accusa che ha continuato a macchiare la reputazione dell’opera negli anni successivi.

La censura fu immediata e diffusa. In molti paesi il film italiano fu vietato integralmente, in altri distribuito solo in versioni fortemente tagliate, spesso private di intere sequenze chiave. Nel Regno Unito fu inserito nella famigerata lista dei video nasties, film ritenuti pericolosi per la salute pubblica. Solo negli anni 2000 alcune versioni integrali hanno cominciato a circolare legalmente, sempre accompagnate da severi avvertimenti sul contenuto. Nonostante (o grazie) alla sua controversia, Cannibal Holocaust è diventato un oggetto di culto tra gli appassionati di cinema estremo, analizzato per la sua denuncia della spettacolarizzazione della violenza nei media. La sua influenza si è fatta sentire in numerosi film successivi, da The Blair Witch Project a Hostel, contribuendo a forgiare l’estetica del found footage horror.

Resta però il fatto che, a oltre quarant’anni dalla sua uscita, Cannibal Holocaust (che oggi è disponibile in streaming anche su Prime Video) continua a dividere critici, spettatori e studiosi. Un film italiano che ha fatto la storia, nel bene e nel male, e che oggi rimane probabilmente il film più censurato della storia del cinema.

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