Il Giappone è sul piede di guerra contro l’intelligenza artificiale per difendere manga e anime
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Il Giappone è sul piede di guerra contro l’intelligenza artificiale per difendere manga e anime

La moltitudine di video fake su Mario, Pikachu, Goku e compagnia ha spinto il governo di Tokyo a intervenire

Il Giappone è sul piede di guerra contro l’intelligenza artificiale per difendere manga e anime

La moltitudine di video fake su Mario, Pikachu, Goku e compagnia ha spinto il governo di Tokyo a intervenire

il giappone contro l'intelligenza artificiale per manga e anime

Il Giappone ha dichiarato guerra alle intelligenze artificiali che “saccheggiano” la sua cultura pop. Dopo l’esplosione di Sora 2, l’app di video generati da OpenAI capace di creare clip iperrealistiche partendo da semplici comandi testuali, il governo giapponese ha formalmente chiesto all’azienda di sospendere l’uso non autorizzato di personaggi protetti da copyright. In poche settimane, la piattaforma è stata invasa da video in cui comparivano Mario, Pikachu, Goku o i protagonisti di One Piece: materiale generato senza licenze, ma con una fedeltà visiva impressionante.

Secondo quanto riportato da ITMedia e ripreso da numerose fonti internazionali, il ministro Minoru Kiuchi – responsabile della strategia nazionale per la proprietà intellettuale e per l’intelligenza artificiale – ha definito manga e anime “tesori insostituibili” che il Giappone “vanta davanti al mondo”. Durante una conferenza stampa del governo, Kiuchi ha precisato che la Cabinet Office ha inviato una richiesta formale a OpenAI per fermare qualsiasi comportamento di violazione.

Le parole di Kiuchi sono state rilanciate anche da IGN, dove il ministro ha ribadito: «Siamo un Paese che ha affascinato il mondo con la potenza creativa di anime, giochi e musica». Al suo fianco, il ministro digitale Masaaki Taira ha annunciato che l’esecutivo ha chiesto a OpenAI di passare da un modello “opt-out” a uno “opt-in”, cioè di ottenere il consenso esplicito dei titolari dei diritti prima di usare le loro opere, e di introdurre meccanismi di compensazione e rimozione dei contenuti su richiesta.

Le tensioni non riguardano solo il governo. Sui social giapponesi si è scatenato un forte dibattito, mentre le aziende più iconiche del Paese sono state chiamate in causa. Nintendo, pur senza menzionare direttamente Sora 2, ha diffuso una nota il 5 ottobre in cui ha smentito qualunque contatto con il governo sul tema dell’IA generativa: «Contrariamente a quanto si discute online, Nintendo non ha avuto alcun contatto con il governo giapponese sull’intelligenza artificiale generativa. Indipendentemente dal suo coinvolgimento, continueremo a intraprendere tutte le azioni necessarie contro la violazione dei nostri diritti di proprietà intellettuale».

Intanto, il CEO di OpenAI Sam Altman ha ammesso la sensibilità della questione, riconoscendo “l’eccezionale produzione creativa del Giappone” e promettendo più controlli sui personaggi generati. Tuttavia, per ora, non è arrivata una risposta ufficiale alla richiesta di Tokyo. L’ironia è che proprio poche settimane prima della crisi, OpenAI aveva annunciato una collaborazione strategica con l’Agenzia Digitale del Giappone per studiare l’uso dell’IA generativa nei servizi pubblici. Un’intesa che oggi suona paradossale: mentre il governo punta a un’IA “sicura e affidabile”, il caso Sora rischia di incrinare la fiducia nella stessa tecnologia che il Paese stava per abbracciare.

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Fonte: Japan Times / OpenAI

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