Il MCU ha appena fatto finta che una delle sue serie più criticate non sia mai esistita?
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Il MCU ha appena fatto finta che una delle sue serie più criticate non sia mai esistita?

Il nuovo trailer di Spider-Man: Brand New Day potrebbe aver aperto un problema di continuity per l'Universo...

Il MCU ha appena fatto finta che una delle sue serie più criticate non sia mai esistita?

Il nuovo trailer di Spider-Man: Brand New Day potrebbe aver aperto un problema di continuity per l'Universo...

spider-man brand new day

Il nuovo trailer di Spider-Man: Brand New Day ha acceso l’entusiasmo dei fan, ma potrebbe anche aver aperto un problema non da poco per la continuity del MCU. Il film con Tom Holland, nuovo capitolo dedicato a Peter Parker, continuerà infatti a collegarsi al resto dell’universo Marvel e porterà sul grande schermo alcuni ritorni molto attesi, tra cui quello di Bruce Banner, interpretato ancora una volta da Mark Ruffalo.

Nel primo trailer era stata mostrata soltanto la versione umana del personaggio, ma le nuove immagini hanno confermato ciò che molti fan speravano: Banner tornerà a trasformarsi in Hulk. Il filmato mostra il Gigante Verde mentre insegue Spider-Man e utilizza anche il suo celebre colpo sonoro, promettendo uno scontro spettacolare tra la forza brutale di Hulk e l’agilità dell’eroe interpretato da Holland. Una prospettiva entusiasmante, certo, ma anche potenzialmente problematica.

Il dubbio nasce dal modo in cui il trailer sembra raccontare la trasformazione di Bruce Banner. A un certo punto, Peter si rivolge a lui per chiedergli aiuto a causa di una misteriosa mutazione fisica. Bruce gli mostra un dispositivo al polso e lo avverte: «Se mi vedi senza questo, scappa». Poco dopo, il filmato suggerisce che Banner perda proprio quel dispositivo e torni a trasformarsi in un Hulk rabbioso e fuori controllo.

Sulla carta, la scena funziona perfettamente: è immediata, spettacolare e riporta in gioco una versione più selvaggia del personaggio, quella che molti fan chiedono da anni. Il problema è che questa scelta sembrerebbe entrare in conflitto con quanto era stato stabilito in She-Hulk: Attorney at Law, una delle serie più discusse e criticate dell’intero MCU.

Nella serie Disney+, infatti, il dispositivo indossato da Bruce Banner era stato introdotto come un inibitore pensato per permettergli di mantenere la forma umana. La sua funzione, però, non sembrava essere quella di trattenere una personalità violenta e separata. Quando il dispositivo si rompeva, Bruce tornava sì ad assumere l’aspetto di Hulk, ma continuava a conservare la propria intelligenza e la propria personalità. In altre parole, non veniva cancellato il percorso già mostrato in Avengers: Endgame, dove Banner aveva raggiunto una sorta di equilibrio tra le sue due identità, dando vita alla versione nota come Smart Hulk.

È proprio qui che Spider-Man: Brand New Day solleva una domanda delicata: il MCU ha appena fatto finta che She-Hulk non sia mai esistita? Se Hulk torna a essere una creatura incontrollabile solo perché Bruce perde l’inibitore, allora il film sembrerebbe modificare retroattivamente il senso di quel dispositivo e, di conseguenza, anche una parte importante dell’evoluzione del personaggio.

Il rischio è che la serie con Tatiana Maslany venga trattata come un dettaglio trascurabile, o peggio come un tassello facilmente sacrificabile quando la storia cinematografica ha bisogno di andare in un’altra direzione. Ed è un problema non da poco, perché tocca uno dei punti più delicati dell’era recente Marvel: il rapporto tra i film e le serie Disney+.

Quando i Marvel Studios hanno iniziato a produrre contenuti televisivi per la piattaforma, la promessa implicita era che quelle serie avrebbero avuto lo stesso peso dei film nella costruzione dell’universo condiviso. Ignorare o riscrivere apertamente un progetto come She-Hulk: Attorney at Law significherebbe invece suggerire che i titoli televisivi siano meno vincolanti, più facili da correggere, accantonare o cancellare a seconda delle esigenze dei nuovi film.

Naturalmente, va ricordato che She-Hulk è stata una delle produzioni più divisive del MCU. La serie è stata criticata per il suo tono comico e surreale, per la qualità degli effetti visivi e per alcune scelte narrative che hanno spaccato il pubblico. Tuttavia, il fatto che un progetto sia stato accolto male non dovrebbe bastare a renderlo irrilevante all’interno della continuity ufficiale, soprattutto in un universo narrativo che ha sempre fatto della connessione tra i suoi tasselli uno dei propri punti di forza.

C’è però anche una possibilità più interessante: Spider-Man: Brand New Day potrebbe non ignorare affatto She-Hulk, ma spiegare il cambiamento di Bruce all’interno della storia. Il film potrebbe rivelare che il rapporto tra Banner e Hulk si è incrinato dopo anni di controllo, oppure che una forza esterna ha interferito con la sua mente, riportando in superficie la componente più istintiva e distruttiva del personaggio.

Da questo punto di vista, il misterioso personaggio interpretato da Sadie Sink potrebbe avere un ruolo centrale, soprattutto se le teorie che la collegano a una figura dotata di poteri psichici dovessero rivelarsi fondate. Una manipolazione mentale, o un trauma capace di alterare l’equilibrio raggiunto da Banner, permetterebbe al film di recuperare una versione più feroce di Hulk senza cancellare del tutto ciò che era stato raccontato in precedenza.

Sarebbe la soluzione più elegante: trasformare una possibile contraddizione in un nuovo sviluppo narrativo. In questo modo, il MCU potrebbe riportare in scena il lato più minaccioso del Gigante Verde senza dare l’impressione di voler semplicemente archiviare una serie scomoda.

Qui potete vedere il nuovo, adrenalinico trailer di Spider-Man: Brand New Day

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