Raggiunti i 74 anni, uno può anche permettersi di tirare fuori gli scheletri dagli armadi. Ed è quello che ha fatto il grande Al Pacino, che non si è fatto scrupoli di rivelare che la casa di produzione del film Il Padrino, la Warner Bros., non lo voleva assolutamente ingaggiare; e la cosa incredibile e che non voleva neppure neppure Brando. Come sarebbe stato Il padrino se avessero vinto? Fu merito della testardaggine di Francis Ford Coppola se l’allora sconosciuto Pacino ottenne la parte di Michael Corleone. Il regista lo aveva visto recitare a teatro nel ruolo di un giovane tossicodipendente in  “Does a Tiger Wear a Necktie” – un ruolo che gli fece ottenere un Tony Awards – e ne era rimasto ammaliato.

L’attore, che oggi non ha certo bisogno di presentazioni, ha confessato al magazine Loaded, di essersi allora deciso a rifiutare la parte di Michael Corleone, vista l’ostilità della produzione nei suo confronti. «Non volevo recitare nel Padrino, non avevo idea di come sarebbe andata. Pensavo: come farò a interpretare questo ruolo? Nessuno mi vuole, eccetto Coppola e allora pensavo che fosse un po’ matto».

Ma più che matto lui, a essere matti o meglio troppo malfidenti erano proprio quelli della produzione che avrebbero preferito affidarsi a volti allora più riconoscibili come Jack Nicholson o Robert Redford o Warren Beatty. Neppure Brando li convinceva. E se avessero vinto loro, che Padrino avremmo visto? Fortunatamente Coppola ha avuto ragione e Pacino è entrato nella leggenda

Fonte: Loaded

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