Lambert Wilson, classe 1958, è salito alla ribalta agli inizi del duemila grazie alla saga di Matrix, in cui l’attore francese interpretava il Merovingio. Di anni da quel progetto ne sono passati tanti, e Wilson racconta a Best Movie il piacere di godersi una vita sana ed appagante, tema stesso della commedia di cui è ora protagonista al cinema: Barbecue, diretto da Eric Lavaine, parla infatti di un cinquantenne insoddisfatto che finalmente prende in mano le redini della sua vita. Come? Grazie ad un nuovo rapporto con gli amici e la degustazione di buon cibo.
Qui di seguito la nostra intervista esclusiva.

È uscito l’11 settembre Barbecue al cinema, l’ultima commedia di Eric Lavaine che la vede protagonista: come si è avvicinato al progetto?

Lambert Wilson: Ero a Cannes con una amica, e inizialmente il regista era più interessato ad altri attori, lei compresa. Quando si avvicinò alla mia amica per parlarle, si accorse che probabilmente io ero giusto per il ruolo del protagonista. Ci siamo conosciuti nel rumore di una discoteca, e poi ci siamo ritrovati a Parigi a parlare del progetto. Io ci tenevo a partecipare, perché la crisi del protagonista l’ho vissuta in prima persona. Non ho avuto un infarto come succede a lui, ma ho sofferto di depressione e avevo un rapporto con i miei vecchi amici che non mi soddisfaceva. Inoltre, abbiamo la stessa età.

Come definirebbe il suo rapporto con il cibo, ha un occhio di riguardo verso la salute o vede il momento del pasto come un’azione liberatoria?

LW: Io sono il perfetto connubio tra le due cose: mangio bene e mi alleno ogni giorno, ma mi piace il buon cibo e anche il vino. Ho una casa nel nord della Borgogna, in Francia, dove ho scoperto il piacere per il vino bianco. Sono un appassionato delle cose buone, come il cibo italiano, che adoro. Non mi piace tanto la cucina francese, è troppo pesante e ricca. Il gusto per la cucina italiana me lo ha passato mia mamma, che non era italiana, ma era amica di una famosa attrice, Lea Massari, che le aveva insegnato delle ricette. Diciamo che io sono pigro, ho perso la voglia di prendere del tempo per cucinare. Di solito sono i miei amici a cucinare per me, ho una grande casa dove farlo.

Barbecue, oltre a parlare di problemi relazionali, racconta appunto di buon cibo e vino. Lei ha partecipato a una produzione italiana di nome VinoDentro, diretta da Ferdinando Vicentino Orgnani. Le piacerebbe lavorare di nuovo nel nostro Paese?

LW: Ma certamente, io adoro l’Italia. Ho riscoperto il piacere di parlare italiano, anche grazie al Voltaire di Robert Carsen, siamo andati in scena sul palco della Scala e parlavo l’italiano del ‘700. C’è una lunga lista di registi con cui mi piacerebbe lavorare, tipo Sorrentino, che adoro. Ma abbiamo perso l’abitudine di lavorare tra Francia e Italia: ci sono pochi attori che lo fanno, alcuni italiani vengono in Francia, ma non altrettanti fanno il contrario. Io sono pronto comunque.

Le piacerebbe anche tornare a lavorare in un grosso franchise americano, come era stato Matrix, o preferisce i film con un budget più ridotto? Come sono in generale i suoi rapporti con gli Stati Uniti?

LW: Io mi considero un attore europeo. Mi piace la Francia, l’Italia, e anche l’Inghilterra, visto che mi trovo molto bene con la lingua. Ma non posso più andare negli Stati Uniti, a Los Angeles, mi annoio… cado in depressione. Poi ora la tutti parlano la lingua delle serie, che sono fatte bene, ma sono stressanti. Bisogna girare per mesi al freddo, in Canada, con degli orari assurdi. Io voglio sia vivere che lavorare: anzi, il piacere della vita è più importante del lavoro. Non posso più partecipare a un grosso film solo per essere famoso. Preferisco fare qualcosa di più discreto ma essere felice.

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