Arabia Saudita, 1938: la scoperta del petrolio trasforma un piccolo Stato sperduto in mezzo al deserto nella nuova terra promessa. Le compagnie petrolifere si precipitano a sciami per accaparrarsi i contratti migliori, e i principi sauditi si trovano a dover scegliere tra la fedeltà al proprio popolo e la promessa di enormi ricchezze. Una storia vera, ma anche la vicenda di Il principe del deserto, primo film di Jean-Jacques Annaud (Il nome della rosa) dopo quattro anni di assenza dalle scene. Qui il “principe” del titolo è Tahar Rahim, rivelazione di Il profeta, il cui cuore è diviso tra la fedeltà alle tradizioni e le tentazioni “occidentali” del patrigno (Mark Strong); senza dimenticare il conflitto politico, garantito dall’intrusione dell’immancabile emiro rivale (Antonio Banderas). Un affresco storico ma anche molto umano, insomma; ma in mezzo a conflitti politici dal respiro quasi epico (tipico dei film di Annaud, si veda Il nemico alle porte) non manca neanche la romance, courtesy of l’ormai lanciatissima Freida Pinto.

dal 23 dicembre

(Black Gold, Francia/Qatar 2011)
Regia: Jean-Jacques Annaud
Interpreti: Tahar Rahim, Freida Pinto, Mark Strong, Antonio Banderas
Trama: La storia di Auda, principe saudita che durante il boom del petrolio deve decidere se seguire le tradizioni o aprirsi alla modernità.
Genere: storico
Durata: n.d.

DA VEDERE PERCHÉ: per gustarsi un affresco storico dal grande impatto visivo ed emotivo.

La scheda è pubblicata su Best Movie di dicembre a pag. 118

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