Per noi di BestMovie non ci sono dubbi: Il racconto dei racconti di Matteo Garrone è una favola visionaria che riesce a parlare del presente e al presente con un impatto narrativo e stilistico eccellenti. In Italia la critica ha avuto occasione di vedere la pellicola in concorso a Cannes la settimana scorsa, da oggi è possibile invece leggere le impressioni della stampa straniera. A seguire, alcuni estratti delle recensioni delle maggiori riviste internazionali con apprezzamenti e pareri su questo raro e coraggioso lavoro di respiro barocco.

Variety pone l’accento proprio sulla dimensione internazionale del film, sottolineando il peso delle personalità chiamate dal regista per la pellicola, oltre ai volti noti degli attori presenti nel cast. Nel complesso, le storie raccontate servono a intrattenere, un effetto che risponde al linguaggio di Garrone e che si mantiene in linea con i suoi lavori. Ottimi i contributi di Jeremy Thomas, produttore in grado di creare un mondo sontuoso, grazie anche a effetti speciali che fioriscono (sebbene non sempre riuscitissimi) e all’abilità del direttore della fotografia Peter Suschitzky, che si unisce alla magnificenza di set e costumi. Da menzionare la colonna sonora di Alexandre Desplat, in grado di unificare i mondi narrati e di creare un ecosistema unico. Non ci si può, infine, esimere dal ricordare, in questo lavoro, la Trilogia della vita di PAsolini, un progetto al quale Garrone, pur con intenzioni e materiali più poetici, sembra guardare.

L’Hollywood Reporter, pur evidenziando i limiti del film, apprezza la componente tecnica e quella narrativa, che scioglie le atmosfere glaciali di Gomorra. I colori lussureggianti e le ambientazioni italiane della pellicola elaborano un equilibrato disegno che si integra alla perfezione con le atmosfere barocche cui il film vuole tendere. L’abilità delle maestranze riesce a ricreare un mondo di immaginazione eccentrico e maestoso che, pur non rivolgendosi, in quanto fiaba, ai più piccoli ma agli adulti, accenderà la fiamma in molti spettatori.

Indiewire si concentra sull’elemento fantastico, con un apprezzamento particolare verso l’eccentricità del film, che riserva allo spettatore una parabola dal metabolismo non semplice. Gli ultimi due film di Garrone si focalizzavano sulle strutture corrotte del potere e sul loro impatto sulla società. Con Tale of Tales questo leitmotiv si trasforma in una fiammata che racconta le insane fantasie della gente, che esplora i loro comportamenti più reconditi, interrogandosi sulla possibilità reale di un finale in cui tutti vivano felici e contenti.

Il concetto di fiaba è al centro delle impressioni di The Wrap, che sottolinea quanto la pellicola mozzafiato di Garrone stimola uno spettatore ancora in grado di credere nel potere dell’immaginazione, aprendo porte nascoste, invitando a salire scale a testa in giù e perdendo il controllo affidandoci al fato. Tutto ricorda un racconto fiabesco, all’interno del quale, però, si insinua il potere dello shock, del brivido, dell’ammaestramento e dello spettacolo.

Fonti: The Wrap, Indiewire, THR; Variety

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