Siamo al 25° piano della Diamond Tower, il grattacielo di Milano tutto vetrate dai profili verde smeraldo, che ricorda per l’appunto un diamante. Proprio in questo edificio c’è un ufficio al quindicesimo piano, dove Giacomo Poretti avrà il suo ufficio da broker. Sarà infatti lui il personaggio benestante della triade che compone Il ricco, il povero e il maggiordomo, la nuova commedia di Natale del rodatissimo trio Aldo, Giovanni e Giacomo, che uscirà a fine anno per Medusa.
Con una spettacolare sfondo meneghino alle loro spalle, i tre – ormai veterani delle conferenze stampa – scherzano con i giornalisti milanesi, raccontando la trama del loro film, in cui si srotolano le avventure del broker di cui sopra, il quale vive in una ricca villa con piscina tenuta in ordine dal maggiordomo (Giovanni Storti), con la fissa per i samurai e la filosofia orientale, il quale tra l’altro ha una storia clandestina con la passionale cameriera sudamericana Dolores (Guadalupe Lancho). E poi c’è l’immancabile Aldo Baglio, nei panni ovviamente del povero, che nel tempo libero allena una squadra formata per lo più da bambini extracomunitari e che vive ancora con la madre dispotica, Calcedonia (Giuliana Lojodice), con il sogno nel cassetto di riuscire a procurarsi la licenza da ambulante. Il broker e il maggiordomo investiranno in macchina il poveraccio e gli proporranno un risarcimento in cambio di qualche lavoretto in villa. Il povero accetta, portando non poco scompiglio. Tutto procede comunque bene fino al tracollo finanziario di Giacomo, che è costretto ad andare a vivere nella casa popolare di Aldo con Giovanni in attesa di trovare una soluzione ai loro guai. Ovviamente, la convivenza sarà impossibile…
Interrogati dai giornalisti, ecco cosa si sono lasciati scappare i tre comici:
È il film in cui la presenza femminile è superiore alle altre volte (i tre sono sempre stati criticati per questo, NdR)…
«È che prima ce lo hanno sempre impedito, scherza Giovanni, ma ci fa molto piacere avere anche delle attrici così importanti come Francesca Neri o Sara D’Amario…».
Vi siete riferiti a qualche modello cinematografico per i vostri ruoli: Wall Street? Il maggiordomo perfido?
Giovanni: «A dir la verità più che a quel film, di cui non seguo neppure le orme perché non faccio fuori nessuno, mi sono maggiormente rifatto alla tradizione del samurai. C’è una particolare affezione per quel padrone, ma come tutti gli schiavi alla fine mi ribello… anche perché Giacomo è un vero str…».
Sono passati quasi quattro anni dalla Banda dei Babbi Natale, come mai?
Giacomo: «I tempi sono sempre quelli. Noi ci mettiamo due anni a fare qualsiasi cosa. Eravamo reduci dal teatro e rieccoci qua per il grande schermo».
Che ruolo rivestirà Francesca Neri?
Giacomo: «Quello di un direttore di banca, da quale andremo per avere un grosso finanziamento. In quell’occasione mi porterò dietro come garante Aldo, nei panni di un ipotetico investitore dell’Est. Vi lascio immaginare le conseguenze…».
Girate, come sempre a Milano. Che luoghi avete scelto?
Giovanni: «Quelli che ci permettevano di creare meglio il contrasto tra povertà e ricchezza: da una parte quindi la nuova zona di Milano, la Diamond Tower e poi luoghi popolari come Via Bronzetti. La villa di Giacomo invece è una finta villa milanese, situata a Imbersago».
Si può dire, visto il tema del vostro film, che il vostro sia la versione comica del Capitale umano?
Aldo: «Il paragone si può anche fare per la tematica, ma con la dovuta e nostra consueta leggerezza!».
Foto: Marita Toniolo/Editoriale Duesse
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