Per un regista, fare un film è come fare un figlio (non a caso la lavorazione tra pre-produzione, riprese e montaggio dura intorno ai nove mesi). Soltanto che è un figlio un po’ Pinocchio che, appena l’hai finito di scolpire nel legno, scappa di casa e girovaga da solo per il mondo. Tu vorresti ancora accudirlo e coccolarlo, ma il tuo film se ne va a zonzo a mostrarsi a pagamento a tutti (i film sono un po’ di facili costumi, si sa). Proprio in questi giorni, io sto elaborando il lutto: Maschi contro femmine, il mio quarto “figlio” dopo i due Notte prima degli esami ed Ex, è nato ed ha appena lasciato la casa paterna. Come vi ho raccontato nei mesi scorsi, mi sono molto divertito a girarlo e credo che questo divertimento, per una legge magica e misteriosa del cinema, sia rimasto impresso nella pellicola. È un film che sul set giocavamo a definire “romanticomico” con l’aggiunta di scene d’azione spettacolari (un genere poco praticato nell’Italietta nostra). Ma è anche qualcosa in più come scopriranno quelli di voi (che ringrazio in anticipo uno per uno!) che avranno voglia di vederlo al cinema (vi prego, non scaricatelo da Internet! Ci siamo fatti un mazzo tanto per girare immagini lussuose e colorate in cinemascope che è un peccato vederle sgranate sul PC, no? Daje!).
È infatti un film che farà scatenare automaticamente il dibattito familiare (“Noooo! Il dibattito no!!!). Ogni trama è stata concepita appositamente per essere vista e decodificata in un modo dai maschi e in un altro dalle femmine. Un esempio? Se un uomo non fa l’amore con la moglie da quasi un anno, complice una gravidanza e la nascita del primo figlio, ed è carico di ormoni e di pessimo umore… è giusto che la tradisca? Se siete maschi non ipocriti la vostra risposta sarà SI, se siete femmine sarà NO. Per un maschio, un amico in quella situazione è un disperato da salvare, dicendogli frasi tipo: «Ma dai, trova una e divertiti… Non fare l’amore per tanto tempo è contro natura. In fondo una bottarella e via non significa nulla!». Per una femmina un uomo che tradisce la moglie che allatta il comune figlio è invece un porco schifoso e bastardo che merita di morire dilaniato dagli squali o arso vivo in pubblica piazza come le streghe. Chi ha ragione? La verità è che siamo diversi, viviamo nello stesso mondo ma lo filtriamo con occhi e sensibilità diverse.

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