Nel vastissimo immaginario della Terra di Mezzo, poche figure incarnano la saggezza quanto Gandalf. Nel corso delle due trilogie dirette da Peter Jackson, lo stregone interpretato da Ian McKellen ha regalato alcune delle battute più memorabili del fantasy contemporaneo. Eppure, a distanza di quattordici anni dall’uscita di Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, una frase pronunciata quasi in sordina continua a colpire gli spettatori con una forza sorprendente, racchiudendo uno dei temi più profondi dell’intera opera di J.R.R. Tolkien: il valore della misericordia.
Sebbene molti fan ricordino soprattutto le celebri riflessioni di Gandalf in Il Signore degli Anelli, anche la trilogia prequel ha saputo offrire momenti di straordinaria intensità emotiva. In particolare, uno dei più significativi arriva all’inizio del viaggio di Bilbo Baggins, quando il giovane hobbit riceve un insegnamento destinato a cambiare non soltanto il suo destino, ma quello di tutta la Terra di Mezzo.
Dopo lo scontro con i troll, Bilbo e la compagnia di Thorin Scudodiquercia recuperano alcune armi elfiche nascoste nel loro tesoro. È in quell’occasione che Gandalf trova la piccola lama che diventerà il celebre Pungolo e decide di affidarla a Bilbo. Di fronte alle esitazioni dell’hobbit, che non ha mai impugnato un’arma in vita sua, il mago pronuncia una frase destinata a diventare centrale nel suo percorso:
“Spero che tu non debba mai usarla. Ma se dovesse accadere, ricorda questo: il vero coraggio non consiste nel sapere quando togliere una vita, ma quando risparmiarla.”
Si tratta di una battuta assente nel romanzo originale di Tolkien, ma perfettamente coerente con la filosofia morale che attraversa tutta la sua opera; non è un caso che Bilbo faccia tesoro di quelle parole poco tempo dopo, durante il celebre incontro con Gollum nelle profondità delle Montagne Nebbiose.
Dopo aver trovato l’Anello e aver sconfitto Gollum nel gioco degli indovinelli, Bilbo ha l’opportunità di uccidere la creatura per garantirsi la fuga. Al contrario, osservando la disperazione e la fragilità del suo avversario, decide di risparmiargli la vita. Si tratta di un gesto di compassione che nasce proprio dall’insegnamento ricevuto da Gandalf.
Quella scelta, apparentemente insignificante, si rivelerà fondamentale decenni dopo negli eventi de Il Signore degli Anelli. Anche Frodo mostrerà pietà nei confronti di Gollum, permettendo involontariamente il compimento della missione e la distruzione dell’Unico Anello: senza quell’atto di misericordia, il destino della Terra di Mezzo sarebbe stato molto diverso.
La grandezza di Bilbo non risiede nella forza fisica o nell’abilità in battaglia; al contrario, il protagonista de Lo Hobbit dimostra che il vero eroismo nasce dalla capacità di scegliere la compassione anche quando sarebbe più semplice cedere alla violenza.
Lo stesso Tolkien tornò più volte su questo tema nei suoi scritti, sottolineando come la pietà e la misericordia possano cambiare il corso della storia più delle armi o della forza bruta. Per questo motivo, a quattordici anni dall’uscita del film, quella frase pronunciata da Gandalf continua a colpire con un’intensità forse ancora maggiore rispetto al passato, ricordandoci che il coraggio più difficile da trovare è spesso quello di scegliere di non colpire.
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