Come i fan de Il Signore degli Anelli sanno bene, il famigerato Unico Anello forgiato da Sauron possedeva molti insidiosi poteri, i quali tuttavia erano accompagnati anche da non poche proprietà fisiche decisamente peculiari.
L’Unico Anello era praticamente indistruttibile, poiché di fatto non poteva scalfirsi, piegarsi, graffiarsi o perdere la sua lucentezza, anche dopo aver trascorso migliaia di anni in fondo a un fiume. Il solo modo per distruggerlo consisteva infatti nel fonderlo nella lava del Monte Fato, dove il Signore Oscuro Sauron l’aveva forgiato svariati millenni prima. Inoltre, l’Unico era dotato di una volontà propria, e poteva cambiare dimensione e peso, adattandosi ai suoi portatori, capacità che ha sfruttato più volte per sfilarsi dalle dita di questi ultimi.
Questi tratti mettono sul piatto un dettaglio che pare essere stato a lungo ignorato dai fan de Il Signore degli Anelli, ovvero la natura dei materiali con i quali sia stato realizzato l’Unico Anello. Secondo quanto riportato nel romanzo, questo veniva descritto come se fosse apparentemente fatto di “oro purissimo” e “rotondo e senza ornamenti“, aspetti fedelmente mantenuti negli adattamenti cinematografici. La conferma sulla composizione dell’Unico Anello è tuttavia arrivata molti anni dopo la morte di J.R.R. Tolkien.
In Morgoth’s Ring (L’Anello di Morgoth), decimo volume de La storia della Terra di Mezzo, un’opera postuma di J.R.R. Tolkien curata dal figlio Christopher Tolkien nel 1993 e ancora inedita in Italia, viene confermato come l’Unico fosse sorprendentemente fatto di comunissimo oro. Certo, i suoi poteri vi erano stati infusi dallo stesso Sauron, tuttavia dietro questa scelta narrativa apparentemente semplice, vi è un motivo ben preciso.
Nei testi di Tolkien l’oro sembra essere dotato di una velata propensione al male che corrompe lentamente l’animo di chi lo maneggia. In Morgoth’s Ring il romanziere infatti scrive: “Il potere di Morgoth era diffuso in tutto l’Oro, che era un prerequisito per tale “magia” e altri malefici, con Sauron che li ha esercitati tramite esso e su di esso.” Nell’antica storia della Terra di Mezzo, Morgoth aveva contaminato il mondo intero con le sue tenebre, e alcuni materiali – come l’oro – erano più suscettibili alla corruzione oscura rispetto ad altri.
Nella lore de Il Signore degli Anelli l’oro diventa quindi una metafora della corruzione e dell’avarizia, tuttavia non essendo una creazione di Morgoth, e nonostante questo l’abbia reso più suscettibile al suo potere rispetto ad altri metalli, non può essere considerato un elemento intrinsecamente “malvagio”. A testimonianza dell’influenza esercitata dall’oro, vale la pena ricordare come il tesoro custodito sotto la Montagna Solitaria fosse bramato dal drago Smaug, il quale, come tutti i draghi – ricordiamo, esseri malvagi creati dallo stesso Morgoth durante la Prima Era – era ossessionato dall’oro.
Insomma, in fin dei conti il destino della Terra di Mezzo dipendeva non da un oggetto apparentemente molto semplice e scarno come può esserlo un modesto anello d’oro, che induce il valoroso Boromir a dire tenendolo in mano:«Che strano destino… dobbiamo provare tanti timori e dubbi per una cosa così piccola». Eppure, l’aspetto apparentemente semplice dell’Unico Anello è legato a doppio fino ad uno dei temi portanti de Il Signore degli Anelli, ovvero l’immenso potere che può essere celato e sprigionato in ciò che sembra essere piccolo, comune e poco appariscente, come un comune hobbit.
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Fonte: CBR
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