Il Trono di Spade 3: incesti e torture nell'episodio Dark Wings, Dark Words. Leggi il recap
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Il Trono di Spade 3: incesti e torture nell’episodio Dark Wings, Dark Words. Leggi il recap

Si torna a Westeros nel secondo episodio della terza stagione della serie fantasy targata HBO

Il Trono di Spade 3: incesti e torture nell’episodio Dark Wings, Dark Words. Leggi il recap

Si torna a Westeros nel secondo episodio della terza stagione della serie fantasy targata HBO

Il secondo appuntamento con Il Trono di Spade si apre con un nuovo sogno di Bran, che rivive i momenti del pilot insieme ai fratelli Robb e Jon Snow intenti a prenderlo in giro per le sue scarse abilità di arciere: tutto l’episodio si dipana nel continente di Westeros (no dragonnnsss quindi) mostrando i destini dei lupi di casa Stark.
I due più giovani, in fuga con Osha e Hodor (Hodor!) dal barbecue che è diventato Winterfell, incontrano Jojen e Meera Reed, dei quali il primo inizia a far luce sulle strane visioni di Bran e sembra essere addirittura capace di controllare i meta-lupi comunicando mentalmente con loro. Lo stesso riesce a fare Orell, uno dei bruti al di là della barriera, sotto lo sguardo attonito di Jon Snow (con il nuovo outfit da seguace di Mance Rayder) che assiste alla trance necessaria a penetrare nella mente di un uccello esploratore: seriously Jon Snow, hanno anche i metamorfi! A proposito di Jon Snow, in una sequenza confessionale Lady Stark racconta a Talisa di come si senta responsabile per ogni disgrazia avvenuta alla sua famiglia: oltre a maledire il neonato John con il vaiolo, deve poi aver giurato di amarlo con le dita incrociate dietro la schiena, perché i risultati sono stati pessimi davvero.

Arya Stark, alla prima apparizione della stagione, sembra avere un bersaglio sulla schiena: in fuga da Harrenhall con Gendry e Hot Pie, si imbatte nella Fratellanza senza Vessilli e proprio quando sta per riuscire ad andarsene viene riconosciuta da Sir Gregor Clegane, il Mastino. Bad dog!
Sansa, la meno scaltra dei figli di Ned è ancora a King’s Landing, sempre intrappolata nel gioco dei troni che non riesce a comprendere e con il gay-dar completamente fallato: chiunque a Westeros si fa beffe del defunto Renly e del suo affair con Sir Loras, ma Sansa pensa al ballo della scuola. Incontriamo con lei Olenna Tyrell, la Regina di Spine, una che al gioco ci sa decisamente fare e che decide di informarsi sulle reali qualità di King Joffrey prima di accasarlo a Margaery: «He’s a monster», risponde Sansa, dando voce a milioni di spettatori e glissando elegantemente sulle tendenze masochistiche del figlio dell’incesto. Ma Joffrey e Margaery sembrano comunque intendersela: nonostante Cersei la classifichi come sgualdrina tentando di allontanare il figlio, la promessa sposa è più furba e lo attrae a sé dimostrando interesse nell’uccidere cose e/o persone. Shut up, Mom!

L’altra coppia indagata nell’episodio è quella composta da Brienne e Jaime Lannister, il quale si produce in ciò che sa fare meglio, ovvero insultare la sua carceriera, ricordarci che «We don’t get to choose who we love» – in modo da legittimare il suo amore incestuoso -, e tentare di fuggire. Le offese a Brienne culminano dunque in un duello tra i due, interrotto dall’apparizione di alcuni uomini di Casa Bolton, più intenzionati a tenere la testa attaccata al corpo che i soldi dei leoni nei borselli.

Una puntata di battute fulminanti e grandi dialoghi, nuovi personaggi e Theon Greyjoy misteriosamente e brutalmente torturato, ovvero quello che chiunque gli augurava dall’anno scorso.

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