Il trono di spade, questo personaggio doveva apparire in un solo episodio, ma è diventato un beniamino dei fan
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Il trono di spade, questo personaggio doveva apparire in un solo episodio, ma è diventato un beniamino dei fan

In un mondo dominato da ambizione e tradimento, una giovane guerriera ha saputo imporsi con dignità e autorevolezza, trasformandosi in un’icona inattesa della serie HBO

Il trono di spade, questo personaggio doveva apparire in un solo episodio, ma è diventato un beniamino dei fan

In un mondo dominato da ambizione e tradimento, una giovane guerriera ha saputo imporsi con dignità e autorevolezza, trasformandosi in un’icona inattesa della serie HBO

Collage personaggi Il trono di spade

Nel vasto universo de Il trono di spade, popolato da casati millenari, lotte di potere, profezie e tradimenti, era facile perdersi tra centinaia di personaggi. Alcuni destinati alla gloria, altri a una rapida uscita di scena. Ma ogni tanto accade l’imprevedibile: un personaggio minore, pensato per un ruolo marginale, riesce a catturare l’attenzione del pubblico al punto da riscrivere i piani degli autori. È quanto accaduto con Lyanna Mormont, la giovane Lady dell’Isola dell’Orso interpretata da Bella Ramsey. Doveva comparire in una sola scena. Ne è uscita da eroina, simbolo di lealtà, coraggio e fermezza.

Lyanna compare per la prima volta nella sesta stagione della serie HBO. È una ragazzina di appena dieci anni (tredici nella versione televisiva), ma siede con assoluta sicurezza sul trono del suo piccolo dominio, l’isola dell’orso. Con tono glaciale, guarda negli occhi Jon Snow, Sansa Stark e Davos Seaworth, venuti a chiederle supporto nella guerra contro i Bolton. Il suo discorso è breve, tagliente, memorabile. E basta una frase — «Ogni uomo dell’Isola dell’Orso vale dieci di quelli del continente» — per fare il giro del mondo.

Non è solo il contenuto del discorso, ma la sua interpretazione a lasciare il segno. Bella Ramsey, fino a quel momento sconosciuta al grande pubblico, dimostra una presenza scenica e una padronanza del personaggio che fanno impallidire colleghi più esperti. In un mondo governato da uomini adulti e spesso corrotti, Lyanna Mormont emerge come una figura inattesa di autorità. È il volto di un Nord che non si piega, che non dimentica, che combatte.

Il successo della scena è immediato: i social si infiammano, i meme si moltiplicano, e la giovane Lady dell’Orso diventa un caso. Gli sceneggiatori David Benioff e D.B. Weiss, colpiti dalla risposta entusiasta, decidono di darle più spazio. Lyanna torna in altri episodi, diventa una figura centrale nell’alleanza dei casati del Nord, partecipa ai consigli di guerra e infine combatte nella Battaglia di Grande Inverno. La sua presenza cresce fino al punto in cui il pubblico la percepisce come una delle voci più autorevoli della serie. Un salto narrativo che raramente accade, e che dimostra quanto l’affetto degli spettatori possa influenzare persino una macchina produttiva complessa come quella di Game of Thrones.

Ma cosa rende Lyanna Mormont così potente agli occhi del pubblico? In parte è il contrasto: una bambina in un mondo brutale, che però non arretra di fronte a nessuno. In parte è il contesto: Game of Thrones è noto per le sue rappresentazioni crude e spesso problematiche del potere femminile, e la figura di Lyanna si inserisce come un’alternativa limpida. Non seduce, non trama, non manipola. Comanda. E lo fa in modo diretto, leale, autentico. È un personaggio femminile forte non perché risponde agli stereotipi della “donna guerriera”, ma perché incarna una leadership diversa, fondata sulla parola data e sull’esempio.

In un’intervista successiva alla fine della serie, George R.R. Martin ha ammesso che Lyanna, pur presente nei suoi libri, non era pensata per un ruolo così prominente. Ma ha anche riconosciuto che la scelta degli autori di valorizzarla è stata non solo giusta, ma necessaria. In un mondo come quello di Westeros, in cui il potere è spesso sinonimo di cinismo, Lyanna Mormont è stata un’eccezione etica.

La parabola di Lyanna si conclude nella Battaglia di Grande Inverno, l’episodio più cupo e spettacolare dell’ottava stagione. Quando un gigante non-morto si abbatte sulle linee difensive di Grande Inverno, Lyanna non fugge. Si lancia contro la creatura, venendo afferrata e schiacciata a morte. Ma nel suo ultimo gesto, riesce a colpirlo all’occhio con un pugnale di vetro di drago, uccidendolo. Una fine epica, perfettamente in linea con la sua indole. Non muore per errore, né per sacrificio inutile: muore da combattente, portando con sé uno dei nemici più temibili. È un momento di puro cinema, che suggella la sua leggenda.

Il successo del personaggio ha avuto ripercussioni anche nella carriera di Bella Ramsey. Dopo Il trono di spade, ha recitato in The Worst Witch e ha raggiunto la fama internazionale interpretando Ellie nell’adattamento HBO di The Last of Us. Eppure, per molti fan, resterà sempre la fiera Lady dell’Orso: la ragazzina che ha messo in riga uomini adulti, sfidato i morti e lasciato il segno con una sola frase.

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Fonte: MovieWeb

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