Debutta martedì 8 aprile in prima serata su Canale 5, e in streaming su Mediaset Infinity, la miniserie-evento Il Turco, con protagonista assoluto Can Yaman.
Il period-drama, interpretato da un ricco cast internazionale che include anche Will Kemp, Kieran O’Reilly, David Nykl, Slavko Sobin e Magnus Samuelsson, è ambientato nella Moena del 1863, durante il secondo assedio ottomano di Vienna. Can Yaman, nel suo primo ruolo in una serie in lingua inglese, interpreta Hasan, un ufficiale d’élite dell’Impero Ottomano sfuggito alla condanna a morte. Ferito e in fuga, ricambierà la generosità del popolo di Moena sostenendo una rivolta contro chi li opprime.
Centrale il ruolo dell’attrice italiana Greta Ferro, che veste i panni di Gloria, donna indipendente e determinata. Sono proprio le sue erbe curative e miracolose a salvare la vita ad Hasan, con il quale divamperà un’infuocata storia d’amore, passione e desiderio.

Ciao Greta! Presentati ai nostri lettori: che tipo di formazione hai affrontato e come hai scoperto la passione per la recitazione?
Greta Ferro: Sono nata in Abruzzo, ma sono cresciuta in Molise. Le radici per me sono molto importanti: mi definisco con orgoglio per metà abruzzese e per metà molisana. Quando ero piccola, grazie al lavoro di mia mamma, ho avuto la possibilità di viaggiare e di vivere all’estero, ho frequentato la scuola negli Stati Uniti, poi il quarto anno di liceo l’ho fatto in Cina grazie a un programma di scambio. Ho sempre avuto un interesse inespresso per la recitazione, soprattutto grazie a mia nonna, che quando ero piccola mi faceva mettere in scena degli spettacolini in casa in cui mi assegnava delle fiabe da rappresentare. Quindi, quando sono arrivata a Milano per studiare all’università mi sono iscritta a un corso serale alla scuola Paolo Grassi. Quello è stato il mio primo vero incontro con la recitazione, e mi sono sentita finalmente a casa.
Da lì sono arrivate le prime esperienze lavorative.
Greta Ferro: Sì, nel frattempo avevo cominciato a lavorare come modella, e questo mi ha permesso di avvicinarmi ancora di più al mondo del cinema. Ho girato il mio primo cortometraggio per il brand Armani, nell’ambito di un progetto che affiancava grandi professionisti del cinema a giovani appassionati. L’opera è stata vista poi dai registi di Made in Italy, che è stata la mia prima serie TV da protagonista. È stato veramente un battesimo di fuoco, ma anche un’enorme opportunità per la quale provo grande gratitudine. Nel frattempo mi sono messa a studiare recitazione, a frequentare dei corsi per cercare di capire quale metodo e quale scuola di pensiero fosse più affine a me. Dopo Made in Italy ho girato tre film e adesso la serie Il Turco.
Hai giustamente ricordato che ognuno deve trovare il proprio metodo: tu che tipo di attrice sei?
Greta Ferro: Sono sicuramente istintiva, perché l’istinto è il primo strumento dell’attore per essere veramente credibile. La recitazione è sempre una connessione con gli altri, bisogna essere in grado di reagire in maniera realistica agli stimoli degli altri attori. Certo, la preparazione è fondamentale: occorre studiare a fondo il personaggio e farlo diventare parte di te. Ma l’istinto e la connessione con gli altri permettono di dare un ulteriore plus alla recitazione. Altre caratteristiche importanti per me sono il duro lavoro, la costanza, la perseveranza. E circondarsi delle persone giuste: io ho cercato di strutturare un team forte che mi aiutasse a portare avanti questo mestiere, che a tratti può avere anche tanti momenti di vuoto e frustrazione. È molto importante trovare supporto.
E invece chi è Greta fuori dal set? Hai un hobby o una passione a cui ti dedichi quando non lavori?
Greta Ferro: Non proprio, perché la mia passione è comunque guardare film! Mi piace molto la musica, amo viaggiare. In generale vivo una vita tranquilla: mi prendo cura dei miei animaletti, sto con il mio compagno, esco con gli amici di sempre. Tutto molto normale, ma “normale” è bellissimo.

Parliamo un po’ della serie Il Turco. Come sei entrata nel cast di questa produzione internazionale?
Greta Ferro: Ho fatto un provino. Onestamente non ci credevo molto, perché le produzioni internazionali sono difficili da ottenere come progetti. Ho girato il provino insieme a un amico attore che mi ha fatto da “spalla”. Quando mi hanno richiamato non riuscivo a crederci! Sono l’unica attrice italiana di un cast che comprende portoghesi, tedeschi, canadesi, inglesi, turchi… Ed è stato anche il mio primo progetto in inglese. Non è scontato girare in un’altra lingua, anche se io magari sono stata un po’ avvantaggiata perché avendo vissuto all’estero ero già abituata.
Cosa ci puoi anticipare sul tuo personaggio?
Greta Ferro: È una donna tosta. Io, quando penso a un personaggio, penso sempre alla sua postura, al modo in cui cammina. Ecco, Gloria cammina con la schiena dritta, con estremo orgoglio. Gloria non si piega mai. È una donna indipendente, ma anche estremamente sola: ha dovuto prendere sempre decisioni per sé stessa, perché non ha mai avuto un aiuto. A modo suo, nonostante l’epoca, si può dire che sia un personaggio femminista. Sicuramente mi sono affezionata molto a lei, mi ha insegnato tanto.
Qualcosa hai già accennato, ma com’è stato lavorare con questo cast multiculturale e con il protagonista Can Yaman?
Greta Ferro: Ci siamo divertiti tanto, siamo diventati tutti super amici. Ad alcuni attori sono rimasta profondamente legata. Sul set è sempre un lavoro di collaborazione, quindi aiutarsi a vicenda, confrontarsi è un’enorme fortuna per me, anche perché c’erano attori con molta più esperienza. Io ovviamente osservo, guardo, chiedo dei feedback. Abbiamo cercato di lavorare in gruppo, è stato un fantastico lavoro di squadra. Abbiamo girato a Budapest, faceva un freddo cane. Tra l’altro i costumi delle donne erano scollati, quindi per me era ancora peggio. Però era bellissimo, c’erano dei paesaggi incredibili, giravamo sempre in mezzo ai boschi. Abbiamo girato in vere città medievali, per esempio la casa di Gloria era stata ricostruita in una vera casetta di legno. Ho potuto anche invitare sul set il mio papà, che non era mai venuto prima. L’ho portato a visitare la cittadina fortificata dove abbiamo girato, non riusciva a crederci.
Il Turco è una serie storica, peraltro ispirata a un’epoca che non si vede spesso in TV. Come ti sei preparata per quanto riguarda la lingua, i costumi…?
Greta Ferro: Beh, dal punto di vista linguistico, oltre allo script, c’erano delle regole specifiche da seguire. Nonostante la serie sia semplice da questo punto di vista, ovviamente all’epoca le persone non parlavano come parliamo noi. C’è da dire che Gloria, in realtà, è abbastanza controcorrente, perché essendo una donna libera segue poco quelli che sono i codici di comportamento dell’epoca. C’è stato un grande studio per quanto riguarda i costumi e le scenografie, penso ad esempio alla casa di Gloria. Ma per quanto riguarda me, ho dovuto più che altro imparare a muovermi in modo diverso, immaginare quali fossero le abitudini di questa donna. Banalmente, in quel periodo storico non si facevano la doccia e non si depilavano. Durante le riprese ho pubblicato su Instagram una foto di backstage in cui avevo i peli sotto le ascelle e la gente mi ha attaccato. Ma è un dettaglio necessario per una questione di veridicità storica.

Cosa hai imparato da questa esperienza e che ti porterai dietro nei prossimi progetti?
Greta Ferro: Ho guardato molto quello che dicevano che facevano gli altri e ho imparato piccole cose tecniche che d’ora in poi mi saranno d’aiuto. In un certo senso, anche cose relative ai diritti che l’attore ha sul set. Ad esempio, un carissimo amico mi ha detto che, se sto attendendo di girare la mia scena e non mi sento abbastanza preparata, ho il diritto di stare sul set e assistere. Molto spesso, per comodità, l’attore o attrice aspetta nel suo trailer prima di andare in scena. Ma quando ne hai bisogno, puoi richiedere di assistere. Cose come questa possono sembrare cavolate, ma saranno fondamentali per crescere e essere sempre più preparata.
Infine, cosa puoi anticiparci dei tuoi progetti futuri? Che ruolo sogni di interpretare?
Greta Ferro: Mi piacerebbe tantissimo fare un film d’azione. Penso che mi divertirebbe da matti! E un giorno vorrei interpretare un cattivo. Per Il Turco mi sono anche doppiata in italiano, è stata un’esperienza davvero bellissima e formativa che non avevo mai fatto. Sono stata guidata da professionisti, in particolare dalla direttrice di doppiaggio Rossella Izzo. Ogni sera, quando tornavo a casa, continuavo a “fare le voci”, e ho pensato che sarebbe bello prestare la voce a un cattivo, oltre a interpretarne uno.
Quindi prossimamente ti vedremo cimentarti nel doppiaggio?
Greta Ferro: Non credo di avere ancora le basi per poterlo fare, ma se ci fosse l’occasione mi piacerebbe tantissimo. Sarebbe un’esperienza molto diversa da ciò che faccio di solito. Se c’è una cosa che posso dire di me, però, è che sono pronta a fare tutto. Quindi, se dovesse arrivare qualche occasione divertente e stimolante, ci sono, sono pronta!
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