Il videogioco più politicamente scorretto di sempre diventerà una serie? Le ultime esaltanti novità
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Il videogioco più politicamente scorretto di sempre diventerà una serie? Le ultime esaltanti novità

Dopo Castlevania e Devil May Cry potrebbe presto essere il turno di un altro franchise videoludico di culto. E questa volta sarà ad altissimo tasso di testosterone

Il videogioco più politicamente scorretto di sempre diventerà una serie? Le ultime esaltanti novità

Dopo Castlevania e Devil May Cry potrebbe presto essere il turno di un altro franchise videoludico di culto. E questa volta sarà ad altissimo tasso di testosterone

il banner del videogioco Duke Nukem Forever

Quello che è senza dubbio il videogioco più politicamente scorretto mai realizzato sembra aver compiuto un decisivo passo in avanti – dopo anni di rumors e false partenze – per ricevere il tanto atteso adattamento, sull’onda di altre fortunate serie basate su prestigiose proprietà videludiche.

Stiamo parlando di Duke Nukem e del suo omonimo protagonista, una vera e propria iconica degli anni ’90, nato come parodia estremizzata degli eroi muscolari del decennio precedente e infarcita ulteriormente di testosterone e sboccati cliché machisti. Dopo il successo di Castlevania e di Devil May Cry su Netflix, il produttore Adi Shankar, ha infatti svelato di essere più che pronto a portare il franchise di culto sotto l’egida del suo provocatorio marchio Bootleg Universe.

In una recentissima intervista rilasciata ad Esquire è stato proprio il produttore stesso a rivelare di aver acquisito i diritti del personaggio: «Sono stato contattato dai creativi di diverse IP e aziende che vogliono lavorare con me. Ho comprato i diritti di Duke Nukem. Non i diritti del gioco, ma l’ho comprato da Gearbox

Creato come protagonista di una serie di videogame per PC, Duke Nukem è diventato un vero e proprio simbolo dei titoli d’azione tamarri e sopra le righe, ed è proprio per questo che secondo Shankar non può e non deve essere ingabbiato da logiche aziendali:

«Duke Nukem non può essere fatto da un’azienda, perché nel momento in cui un’azienda fa Duke Nukem, non è più Duke Nukem. Non ho voglio nessuno che mi venga a dire cosa posso o non posso fare. È un dito medio verso tutto e tutti. Quando Duke Nukem è esploso, un gruppo di persone si è seduto a un tavolo cercando di trasformarlo in un brand, quando in realtà è solo un dito medio

Dichiarazioni forti, ma perfettamente in linea con il DNA del personaggio e con la filosofia di Shankar, che negli ultimi anni ha dimostrato un talento unico nel reinterpretare l’animazione d’azione in chiave adulta e autoriale. Oltre ai sopracitati Castlevania e Devil May Cry, ha infatti creato per Netflix titoli originalissimi come The Guardians of Justice (Will Save You!) e Captain Laserhawk: A Blood Dragon Remix. Il produttore, del resto, non ha mai nascosto la sua sincera passione per il mezzo animato e il desiderio di rompere gli schemi tradizionali della Tv americana:

«Sono cresciuto sui cartoni animati pieni d’azione del sabato mattina. […] Mi hanno fatto desiderare di essere qui. Ma sono stati bloccati dagli standard di trasmissione, e mi chiedevo cosa sarebbero diventate queste storie se non fossero state libere di esprimere tutto il loro potenziale. Voglio fare qualcosa di nuovo radicato nella narrazione d’azione americana. Questo genere ha bisogno di un nome, perché non è anime. È qualcosa che vive tra i cartoni animati del sabato mattina, la televisione di prestigio e il cinema vietato ai minori

Qualunque sia il nome di questo “nuovo” genere, è chiaro che Adi Shankar stia già lasciando il segno. E con Duke Nukem pronto a tornare ancora una volta, il viaggio sembra essere appena all’inizio.

Cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!

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Foto: Gearbox

Fonte: Esquire

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