In Giappone One Piece è appena stato superato da un anime insospettabile (ma tra i migliori del 2025)
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In Giappone One Piece è appena stato superato da un anime insospettabile (ma tra i migliori del 2025)

Un risultato inatteso ai Newtype Anime Awards rivela come i gusti del pubblico nipponico stiano cambiando e premiando titoli davvero sorprendenti

In Giappone One Piece è appena stato superato da un anime insospettabile (ma tra i migliori del 2025)

Un risultato inatteso ai Newtype Anime Awards rivela come i gusti del pubblico nipponico stiano cambiando e premiando titoli davvero sorprendenti

I personaggi di One Piece nella prima stagione

Che One Piece sia uno dei colossi indiscussi dell’animazione giapponese è un dato ormai scolpito nella storia del medium. Dopo quasi trent’anni di pubblicazione, il manga di Eiichiro Oda continua a essere la serie shōnen più influente della sua generazione, mentre l’anime, prodotto da Toei Animation, rimane un appuntamento settimanale imprescindibile per milioni di fan in tutto il mondo. Eppure, a sorpresa, proprio in Giappone – la sua patria – il pubblico ha appena premiato un titolo del tutto inatteso, decretandolo come una delle opere migliori dell’anno e relegando One Piece fuori persino dalla top 10.

Il “colpevole” di questo inatteso ribaltamento altri non è che Makeine: Too Many Losing Heroines, una serie “slice-of-life” prodotta da A-1 Pictures che ai Newtype Anime Awards 2025 ha ottenuto il riconoscimento più ambito: Miglior Opera dell’anno. Un risultato che ha lasciato sbalorditi moltissimi spettatori occidentali, convinti che il premio sarebbe andato a colossi dell’action come One Piece o Solo Leveling. Ma i Newtype Awards seguono una logica molto precisa: sono decisi unicamente dal voto popolare giapponese, senza giurie o criteri tecnici, e fotografano fedelmente i gusti del pubblico nipponico nell’ultimo anno.

E secondo questi gusti, Makeine si è imposto in maniera netta. La serie racconta la vita quotidiana di un ragazzo circondato da “eroine perdenti”, ragazze destinate – secondo ogni cliché rom-com – a non vincere mai il cuore del protagonista. È un anime leggero, brillante, tenero e profondamente legato ai ritmi del quotidiano: esattamente ciò che il pubblico giapponese cerca in un periodo in cui le slice-of-life stanno vivendo una nuova età dell’oro. Lontano dall’azione esasperata dello shōnen tradizionale, Makeine offre un intrattenimento semplice, rilassante e perfettamente in linea con la popolarità crescente delle serie che raccontano “piccole storie con grandi emozioni”.

Il confronto con One Piece nasce dunque da due dinamiche molto diverse. Da una parte ci sono i problemi strutturali dell’anime di Oda, che da anni alterna episodi filler, pause forzate e un ritmo estremamente lento rispetto alla narrazione del manga. Dall’altra, Makeine rappresenta quella tipologia di serie che il pubblico giapponese tende a premiare: compatta, ben animata, confortevole, e senza pretese di durata infinita. Il risultato? One Piece non solo ha perso il primo posto, ma non compare nemmeno nei primi dieci titoli più votati dell’anno.

Per fortuna, Toei Animation ha già riconosciuto il problema: dal 2026 One Piece passerà a un modello di 26 episodi annuali, abbandonando il formato settimanale che negli anni aveva finito per penalizzarne ritmo e qualità. Una decisione che potrebbe segnare una piccola “nuova era” dell’anime e migliorare la percezione del pubblico nelle future classifiche.

Intanto, però, il messaggio dei fan giapponesi è chiarissimo: anche un gigante come One Piece può essere superato quando arriva una serie capace di sorprendere, emozionare e catturare i gusti di un intero paese. E Makeine: Too Many Losing Heroines ci è riuscito in pieno.

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