In pochi lo conoscono, ma questo film di Stephen King è considerato l'Avengers: Endgame dell'horror
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In pochi lo conoscono, ma questo film di Stephen King è considerato l’Avengers: Endgame dell’horror

Il Re del Brivido ha messo la firma su questo dimenticato titolo del 1992, una vera collezione di mostruosità

In pochi lo conoscono, ma questo film di Stephen King è considerato l’Avengers: Endgame dell’horror

Il Re del Brivido ha messo la firma su questo dimenticato titolo del 1992, una vera collezione di mostruosità

immagine dal film horror di stephen king sleepwalkers

I film tratti dai romanzi di Stephen King hanno spesso un destino particolare: alcuni diventano immediatamente iconici e restano impressi nell’immaginario collettivo, trasformandosi in riferimenti obbligati per chi ama l’horror. Altri, invece, scivolano via più in fretta, persino quando dietro c’è un coinvolgimento diretto dello stesso King. È il caso di un titolo che in pochi ricordano davvero, ma che negli anni si è ritagliato una fama di culto così estrema da essere definito addirittura “l’Avengers: Endgame dell’horror”.

Si tratta di Stephen King’s Sleepwalkers, film del 1992 diretto da Mick Garris e scritto proprio dallo stesso Re del Brivido. Il paragone con Avengers: Endgame nasce da una sensazione molto precisa: quella di un horror che sembra voler mettere tutto sul tavolo, senza freni, come se fosse un grande capitolo conclusivo in cui si spinge al massimo su eccessi, idee e mostruosità. In altre parole, un concentrato di elementi che si accumulano e si moltiplicano, con un’escalation continua e un tono volutamente sopra le righe, capace di dividere ma anche di farsi ricordare proprio per la sua natura “totale”. Una combinazione che, sulla carta, sembrerebbe fatta apposta per conquistare i fan più devoti; eppure l’opera è rimasta a lungo in una sorta di limbo, divisiva e poco celebrata.

Al centro della storia ci sono Mary e Charles Brady, madre e figlio legati da un rapporto volutamente disturbante, che nasconde un segreto ancora più inquietante. I due sono tra gli ultimi esemplari di una specie mutaforma, vampirica e “felina”, capace di sopravvivere soltanto drenando la forza vitale di giovani vergini ignare. La premessa gioca palesemente con l’orrore corporeo e con un senso di minaccia costante, mentre la coppia si sposta di città in città a caccia della prossima vittima.

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Quando arrivano nella piccola Travis, in Indiana, Mary e Charles provano a mimetizzarsi tra gli abitanti, presentandosi come persone qualunque. Ma la calma apparente dura poco: i corpi iniziano ad accumularsi e l’intera comunità si ritrova intrappolata nella spirale di paura innescata dai nuovi arrivati. In mezzo al caos c’è Tanya Robertson, interpretata da Mädchen Amick, mentre nel cast compare anche un Mark Hamill non accreditato, dettaglio che alimenta ulteriormente il fascino “strano” del film.

Al botteghino Sleepwalkers se l’è cavata con dignità: ha incassato oltre 30,5 milioni di dollari a fronte di un budget di 15 milioni. La critica, però, non è stata altrettanto generosa: su Rotten Tomatoes il film risulta fermo al 29% di valutazione Fresh, con un 32% di Popcornmeter del pubblico basato su 17 recensioni critiche e oltre 25.000 giudizi degli utenti. Numeri che raccontano bene la sua natura spigolosa e polarizzante, ma anche il motivo per cui, a distanza di decenni, il titolo continui a essere discusso. Adesso si sta riaffacciando nel mondo streaming: è in catalogo su Netflix negli Stati Uniti e molti fan italiani sicuramente aspetteranno di vederlo anche dalle nostre parti.

La domanda è semplice: è davvero l’Endgame dell’horror che in pochi ricordano? Voi cosa ne pensate? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.

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