Incubi queer e mondiali di calcio: i primi bilanci sui film di Cannes 2026 [VIDEO]
whatsapp

Incubi queer e mondiali di calcio: i primi bilanci sui film di Cannes 2026 [VIDEO]

Dal delirio horror queer di Teenage Sex and Death at Camp Miasma fino all’emozione calcistica di The Match: vi raccontiamo i film che hanno segnato i primi giorni del Festival di Cannes 2026

Incubi queer e mondiali di calcio: i primi bilanci sui film di Cannes 2026 [VIDEO]

Dal delirio horror queer di Teenage Sex and Death at Camp Miasma fino all’emozione calcistica di The Match: vi raccontiamo i film che hanno segnato i primi giorni del Festival di Cannes 2026

Tra horror queer, nostalgie anni ’80, calcio e miti popolari, i primi giorni del Festival di Cannes 2026 stanno già delineando alcune delle anime più forti di questa edizione, e noi di Best Movie siamo sul posto per raccontarvelo direttamente dalla Croisette. Se da una parte il festival sembra voler abbracciare il cinema di genere in tutte le sue forme, dall’altra emergono anche opere capaci di trasformare memoria collettiva e cultura pop in emozione pura.

Nel nostro primo “appuntamento” video, che trovate qui sotto e accedendo a Instagram, facciamo il punto sui titoli che ci hanno colpito di più finora, tra deliri psichedelici, documentari sportivi e grandi omaggi al cinema del passato.

 

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Un post condiviso da Best Movie® (@bestmovie_mag)

I primi giorni del Festival hanno celebrato con una Palma d’Oro alla carriera Peter Jackson, festeggiato i 25 anni di Fast & Furious alla presenza del cast e ospitato il ritorno alla regia di John Travolta. Eventi che hanno inevitabilmente monopolizzato l’attenzione della Croisette, ma che non sono bastati a oscurare le vere sorprese di questi primi giorni.

Se parliamo del puro entusiasmo suscitato da una nuova scoperta, nessun film ha raggiunto le vette di Teenage Sex and Death at Camp Miasma, il film di apertura del Certain Regard, ovvero il concorso parallelo riservato ai giovani cineasti e alle storie meno convenzionali. Un’opera che ha letteralmente incendiato la sala con applausi a scena aperta, risate, grida di disgusto e lunghi silenzi allibiti, diventando immediatamente uno dei titoli più chiacchierati del festival.

Il film racconta, in un tripudio di sangue e citazionismo, il viaggio nei boschi di una giovane regista queer a cui è stato affidato il compito di resuscitare una saga slasher degli anni ’80 e ’90, ripulendola dai connotati transfobici originali per rivenderla alle nuove generazioni. La saga si chiama Camp Miasma ed è una specie di clone di Venerdì 13, con al centro un serial killer soprannaturale che indossa non una maschera, ma un casco simile a un proiettore cinematografico.

Teenage Sex and Death at Camp Miasma

Le ricerche della protagonista la portano sui luoghi del primo film del franchise, dove scopre che il set di Camp Miasma esiste ancora, perfettamente conservato, e ci vive niente meno che la sua protagonista, invecchiata lontano dagli schermi in una clausura auto-imposta: una sorta di novella Norma Desmond, interpretata con clamoroso magnetismo da Gillian Anderson. Da qui in poi il film imbocca un doppio binario: da una parte la parodia dell’industria hollywoodiana, dall’altra il feticismo per i vecchi slasher, dove l’equazione tra omicidio e orgasmo viene esplicitata a partire dal nome dell’assassino – che si chiama Piccola Morte – e il cinema diventa lo strumento finale per la scoperta della propria carne, con un evidente omaggio al cinema di David Cronenberg.

Altra grande sorpresa di questa prima parte di Festival è poi The Match, un documentario sul calcio capace di trasformare una partita in un racconto epico sulla memoria e sull’identità collettiva. Non possiamo infatti chiudere questa prima parte del nostro reportage su Cannes 79, senza citare l’altra proiezione che ci ha riempito di emozione.

The Match è la ricostruzione, quarant’anni dopo, del contesto sociale e delle premesse politiche di uno degli incontri più famosi di sempre: Argentina – Inghilterra, ai Mondiali in Messico del 1986. La partita della Mano de Dios e del “più bel gol della storia”, quella che consegnò all’eternità genio, talento e furbizia di Diego Armando Maradona, inscrivendosi nel processo storico innescato dalla violenta contesa per le Isole Falkland. The Match va ben oltre le ordinate ricostruzioni in stile-Netflix a cui ormai siamo abituati, raccoglie alcuni protagonisti di entrambe le squadre davanti alla macchina da presa, e dall’evento sportivo estrae la letteratura (Borges) e soprattutto il cinema, con grande senso dello spettacolo e sincera commozione.

Questi primi giorni di Cannes hanno così mostrato due anime complementari del festival: da una parte il desiderio di reinventare il cinema di genere attraverso nuove sensibilità e linguaggi contemporanei, dall’altra la capacità del cinema documentario di trasformare un evento sportivo in qualcosa di universale e profondamente emotivo.

Ora l’attenzione si sposta sul concorso principale, che nei prossimi giorni entrerà finalmente nel vivo con alcuni dei titoli più attesi dell’intera edizione.

Leggi anche: Teenage Sex and Death at Camp Miasma: il metacinema horror che incanta e diverte Cannes

© RIPRODUZIONE RISERVATA