“La potenza della fame è spietata se c’è una barriera che separa l’uomo dal suo pane. La naturale esigenza del mangiare si trasforma in una forza che distrugge milioni di vite, costringendo le madri a mangiarsi i suoi figli: è la forza delle barbarie e dell’imbruttimento”. Questa citazione, tratta dal libro Tutto scorre di Vasili Grossman, che visse la fame dell’Ucraina, è stata una delle fonti d’ispirazione per Antonello Novellino e Antonio Quintanilla, autori del cortometraggio italo-spagnolo Intercambio, ambientato in un luogo e un tempo indefiniti, in cui la carestia e l’oppressione di una dittatura hanno ridotto alla fame gli abitanti.  Una calamità che si abbatte sul paesino portando con sé la peggiore delle sciagure. Ce lo racconta uno dei registi, Antonello Novellino, salernitano di nascita e madrileno d’adozione che con il suo corto ha già fatto incetta di premi e ora è all’opera su un film-documentario su due campioni degli scacchi vissuti nel 1.500, che ha portato anche al gemellaggio di una cittadina spagnola e di una calabrese…

Ecco il corto e subito sotto l’intervista.

Intervista ad Antonello Novellino

Best Movie: Parlaci del tuo film. Può essere letto anche come una metafora della condizione umana?
Antonello Novellino: Sì, la fame e i fatti che trattiamo sono ricorrenti nella storia dell’umanità e ci sono anche casi recentissimi. Io sono laureato in antropologia a La Sapienza di Roma e l’idea è nata proprio leggendo uno studio antropologico sull’argomento e alcuni libri che trattavano della fame in Ucraina negli anni ’30. Ci siamo subito resi conto della forza che avrebbe avuto una storia ambientata in uno scenario così estremo. Volevamo raccontare la fame “da dentro”. Quello che succedeva nei borghi contadini, alle famiglie e nella testa delle persone che la soffrivano. Anche se Intercambio è ispirato a eventi storici concreti, abbiamo preferito localizzare la storia in un tempo e posto indeterminato. Un mondo sottomesso alla violenta oppressione di un regime totalitario. Ci interessava esplorare gli abissi della condizione umana, mettendo di fronte ai personaggi dei terribili dilemmi personali. Intercambio è una favola drammatica sulla sopravvivenza e il destino, un dramma atavico che si ripete dall’inizio dei tempi, come il ciclo del raccolto.

BM: Avevi già lavorato con Antonio Quintanilla, coregista del corto?
AN
: Questo è il primo lavoro che realizziamo insieme, stiamo scrivendo altre sceneggiature per futuri progetti. Comuque penso che un film sia di tutte le persone che ci lavorano e che “portano” qualcosa, non solo del regista.

Juancarlos Vellido, Antonello Novellino e Gaspar Segovia sul set

BM: Dove avete girato?
AN
: In parte in Castilla e Leon, una regione della Spagna, in due paesi differenti, El Muyo e Madriguera. Le inquadrature generali del paese sono state realizzate a La Vereda, in provincia di Guadalajara, nella Castilla e La Mancha, e alcune immagini a Madrid.

BM: Con quali attrezzature avete girato?
AN
: Abbiamo utilizzato una red one e le inquadrature in esterno sono tutte a luce naturale, con riflessi.

BM: Quante persone ci hanno lavorato?
AN
: Come spesso accade in queste piccole produzioni la troupe era molto ridotta (rispetto al necessario) per questioni economiche. Tutti aiutavano in tutto quel che potevano. Tanto per capirci il direttore della fotografia era anche operatore di camera… Devo ringraziare tantissimo tutti per l’aiuto che ci hanno dato, e per non aver abbandonato un progetto duro e difficile, realizzato con meno della metà del budget necessario, gratuitamente. Grazie a Ludovico Vagnone, che ha scritto le musiche e che è un altro italiano emigrante che attualmente è in tournè come chitarrista dei Pooh e qui collabora con vari gruppi importanti come Estopa, Angel Villarias, Julen Robles, Alicia Moreno, Malicia Arias, Ana Laguarta, Krispiana, Pelayo, Virvi, Ivan Keyvan, photopum, Carmen, Eva, Nacho, Carmelo Barberà

La troupe e il cast sul set

BM: Qual è stato il budget?
AN
: Attualmente 40.000 euro anche per le spese di distribuzione e delle copie in 35mm. Abbiamo avuto i finanziamenti dalla Comunidad Autonoma di Madrid e dalla ICAA.

BM: Quanto sono durate le riprese?
AN
: 6 giorni

BM: Qualche aneddoto legato alla realizzazione del film?
AN
: Abbiamo girato in montagna, con un freddo gelido, con ritmi di lavoro duri. Alcune scene, per mancanza di tempo e soldi, non sono state girate. Ogni notte dopo un duro giorno di lavoro, dovevamo sederci per decidere come ridimensionare le scene da girare il giorno dopo. Le riprese sono state dure per tutta la troupe e i contrattempi non sono mancati. Siamo riusciti a portare a termine le riprese grazie allo spirito di gruppo che si è creato. Poi adesso ogni volta che vinciamo un premio economico “aggiustiamo qualcosa”. Ultimamente abbiamo ritoccato l’audio per esempio.


Una delle protagoniste, Laura De Pedro, in una scena del film

BM: Il corto ha girato e vinto tantissimi festival. Quali sono stati i più importanti?
AN
: Il festival di Madrid, dove partecipano i migliori corti prodotti in Spagna anche di registi che hanno girato diversi lungometraggi. Il Napoli Film Festival, il Lucania Film Fest, I’ve seen Films, dove abbiamo incontrato il nostro mito Rutger Hauer. Poi abbiamo vinto altri premi in Italia, Spagna, Canada, Argentina, Messico, Uruguay, ed è stato selezionato in molti altri. Prossimamente in Italia si potrà vedere al Festival Corto Dorico.

BM: Tu attualmente lavori a Madrid. Cosa ti ha portato in Spagna?
AN
: Dieci anni fa ho conosciuto dei ragazzi spagnoli in Erasmus a Salerno e sono rimasto in contatto con loro. Approfittando anch’io della borsa di studio poi sono andato a Madrid  già con l’intenzione di restarci. L’Universidad Complutense quell’anno ha finanziato il mio corto, Dietro le cose, sul tema della bulimia (potete vederlo qui, ndr). Ho trovato il mio posto qui, dove lavoro e ci sono persone disposte a finanziare i miei progetti.

Il set spagnolo di Intercambio

BM: Ora cosa stai facendo?
AN
: Ho lavorato per un po’ per la tv, ma ora lavoro come freelance per varie produzioni, ultimamente lavoro principalmente con case editrici, per le quali realizzo inserti video di libri e presentazioni. Lavoro anche come aiuto regista, script supervisor e montatore.

BM: Quali sono i tuoi registi e autori di riferimento?
AN: Tantissimi! Fellini, Greenaway, John Frankenheimer, Kalatozov, Sam fuller, Sergio Leone, Parajanov, Billy Wilder, Russ Meyer, Hitchcock, Pietro Germi, Ferreri, Berlanga, Julio Medem, Miyazaki, Terry Gilliam, Wes Anderson, Chaplin, peter Weir, john Carpenter, Elio petri, Spike Lee.

BM: I tuoi film preferiti?
AN: Tutti i film dei registi citati… Ma per dire qualche titolo: Rushmore, C’era una volta in America, Sette giorni in maggio, La vaquilla, Quando volano le cicogne, Los amantes del circulo polar, La decima vittima, Faster Pussycat Kill Kill, Le ombre degli avi dimenticati). Ci sono anche molte serie tv che hanno un alto valore audiovisivo, come Carnivale, Mad Men, Misfits, Masters of horror, Lost, Walking dead e l’italiana Boris.

BM: Com’ è percepito secondo te all’estero in questo momento il cinema italiano?
AN
: Come un relitto di una bella barca abbandonato alla corrente. Pomepei crolla, tanti monumenti in Italia crollano e sono lasciati in totale abbandono, così anche il cinema. E la gente se ne rende conto, qui tutti conoscono il cinema italiano degli anni ’60 e ’70, del cinema attuale solo Gomorra e un altro paio di titoli. Arrivano film italiani, ma non sono molto seguiti. Io cerco di far conoscere ai miei amici i film che più ho apprezzato.  Ci sono tanti registi bravi in Italia che non riescono a lavorare al meglio. Giorgio Dritti è un bravissimo regista, come anche Eros Puglielli. Ci sono film di giovani registi come Dieci inverni di Valerio Mieli che dimostrano che c’è gente capace, o come Francesco Rotunno che ha vinto con il suo videoclip in 3D, il primo in Italia, il premio Best 3D music video award al 3D Festival di Hollywood.
Tanta gente se ne va dall’Italia per lavorare all’estero nel settore audiovisivo. Tanti realizzano corti di alta qualità e senza molti mezzi. L’elenco è ampio. Io ho avuto i primi finanziamenti dalla provincia di Madrid, che finanzia tantissimi corti, investendo una notevole somma, premiando i migliori con la distribuzione e promozione anche in circuiti importanti. Io in passato ho provato a chiedere un aiuto anche alle istituzioni di Salerno (Comune, Provincia, Regione Campania), l’unica risposta è arrivata dal Comune di Salerno: il classico “ti faremo sapere…”. Non è difficile immaginare come ci si sente quando le istituzioni di una città dove stai vivendo da straniero ti aiutano e promuovono e  la tua città di origine no…

BM: So che stai girando un documentario che ha a che fare con il gioco degli scacchi e che ha messo in contatto in modo imprevisto un paesino della Calabria e uno della Spagna. Raccontaci bene…
AN
: Sì, stiamo lavorando alla sceneggiatura e alla preproduzione di Dal Pedone al Re, che sarà un prodotto a metà tra doumentario e fiction. Per caso abbiamo scoperto la storia di Ruy Lopez de Segura, uno scacchista del 1500, il migliore dell’epoca e abbiamo iniziato ricerche su di lui e scoperto che fu battuto da Leonardo da Cutri detto Il Puttino, originario della Calabria. Allora abbiamo fatto visita ai due paesi di origine dei due scacchisti, Zafra in Spagna per Ruy Lopez e Cutro in Calabria per il Puttino e abbiamo scoperto che in tutte e due le città si celebrano ancora oggi manifestazioni dedicate ai due celebri scacchisti. Così abbiamo messo in contatto le due città che poco dopo si sono gemellate!

BM: Altri progetti hai per il futuro?
AN
: A parte nuovi progetti con Antonio Quintanilla. Sto cercando di produrre un corto Ciao cuore con Paky Perna di Napoli e darò una mano a Carlo Fumo per  il suo Il regista del mondo. In Spagna invece ho varie collaborazioni in corso ma nessun progetto personale. Attualmente è iniziata in Messico la distribuzione di un film, Astral, di Enrique Olvera, dove ho collaborato in produzione e come aiuto regista. Abbiamo ricevuto una critica entusiasta da Jodorowsky. Speriamo di portarlo anche in Italia. Forse finirò un corto che è rimasto in premontaggio per anni, La cena è servita, e in questi giorni sono in fase di montaggio del videoclip del gruppo Framedada, Mamma Morfina.

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