Nel giro di un anno sono passati da perfetti sconosciuti a vip che la gente ferma per strada per chiedere autografi, i loro personaggi RuggeroGianluca sono diventati due idoli politicamente scorretti, capaci di rimettere insieme tutta la famiglia davanti al televisore, e  il loro torementone “dai cxxxx!” un vero ritornello per tutti fan. Fabrizio Biggio (fiorentino, classe 1974) ci racconta l’avventura de I soliti idioti che dal formato sketch comedy nato su MTV, ora trasloca al cinema con il film omonino in cui lui e il collega e amico Francesco Mandelli (con il quale ha scritto e interpretato serie e film) torna a mettere in scena i peggiori difetti dell’italiano medio. L’appuntamento in sala è fissato per il 4 novembre, quando l’igenuo Gianluca tenterà di convolare a nozze con l’amata Fabiana, mentre il padre Ruggero lo trascinerà lungo un rocambolesco on the road tra Milano e Roma.

Intervista a Fabrizio Biggio:

Best Movie: I soliti idioti si trasferiscono al cinema: cosa succederà? Puoi raccontarci qualcosa della trama? Di quello che vedremo nel film?

Fabrizio Biggio: I personaggi principali intorno ai quali ruota tutta la storia sono quelli del padre e del figlio, Ruggero e Gianluca. Il figlio si deve sposare con Fabiana, ma, come si sa, il padre non stravede per lei… Perciò i programmi di Ruggero per il giorno del matrimonio sono un po’ diversi: rovinerà tutto e porterà il figlio a Roma in un viaggio rocambolesco con uno scopo che si scoprirà solo alla fine…

BM: Quindi il film diventerà un on the road?

FB: Esatto! Un viaggio on the road che da Milano ci porterà fino a Roma.

BM: Ritroveremo anche gli altri personaggi della serie?

FB: Sì ritroveremo i due gay, la postina e Sebastiano e i tennisti. Saranno tutti invitati al matrimonio di Gianluca e Fabiana e qundi seguiremo anche le loro vicende.

BM: Raccontiamo in due parole anche a chi non conosce la serie chi sono questi personaggi…

FB: Sebastiano è un pony vessato dalla classica postina bastarda e qui i due saranno protagonisti di una scenetta sulla burocrazia italiana. I tennisti, detti gli “immoralisti”, invece sono una coppia borghese che vuole sembrare tollerante e moderna, mentre in realtà è tutt’altro. I due gay invece vogliono avere a tutti i costi un figlio in modo naturale e si sentono discriminati perchè non ci riescono.

BM: Uno spaccato al vetriolo della società…

FB: Sì noi ci divertiamo a raccontare la quotidianità. Quello che vedi al bar, alle poste, in piazza, a casa… Però non abbiamo voluto fare nè satira politica, nè parlare del calcio o del mondo dello spettacolo e della televisione. Noi vogliamo raccontare la giornata tipo dell’italiano che va alle poste, al bar ecc., i suoi tic, le sue nevrosi. Tutto ciò che ci rende tutti un po’ idioti… Quei difetti che noi raccontiamo alla fine, io e Francesco siamo i primi ad averceli. È autoanalisi alla fne. Ci guardiamo dentro e vediamo che in fondo siamo tutti un po’ “idioti”.

BM: Come presenteresti invece i personaggi principali di Fabrizio e Ruggero a chi non ha mai visto la serie?

FB: Ruggero, il padre, è un imprenditore romano venuto a Milano a far fortuna aprendo il primo baracchino di wurstel. È un concentrato di tutti i difetti possibili e immaginabili dell’italiano medio; tutto il male italiano compresso in una sola persona. Immaginarsi che educazione può dare una persona così a un povero figlio ingenuo e studioso, quale è Gianluca. Lui è il classico bravo ragazzo che però agli occhi di questo padre appare solo come un nerd e un essere inutile.


Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli nei panni di Gianluca e Ruggero

BM: Quanto c’è sul copione e quanto invece di improvvisazione?

FB: Noi scriviamo tutto, ma poi inevitabilmente cambiamo anche tutto sul set. La nostra sigla è SSS (scritto sul set). Cioè noi arriviamo col copione della scena che abbiamo già anche provato, ma quando siamo nelle location con le maschere e i costumi vengono fuori sempre cose improvvisate.

BM: Per che tipo di pubblico è pensato il film? A chi si rivolge?

FB: Noi abbiamo scritto un film per famiglie.

BM: Quindi non ritroveremo lo stesso grado di “volgarità” della sit-com?

FB: Sì certo, ma per noi però la volgarità non è mai gratuita, è una volgarità pensata, perchè quel personaggio lo puoi raccontare solo così.

BM: Però è difficile immaginare genitori che portano al cinema i ragazzini a vedere I soliti idioti…

FB: In realtà per la strada ci fermano sì i giovani, i trentenni, ma anche gli anziani e tanti genitori che arrivano dicendo “grazie perchè io e mio figlio non ci parlavamo più e adesso col vostro programma ci siamo riavvicinati ed è il momento in cui la famiglia sta tutta insieme davanti al televisore”. Quindi noi diciamo che questo è un film “family scorrect”, cioè un film per famiglie, però scorretto. Perchè la scorrettezza non ha età…

BM: Qualche aneddoto dal set?

FB: Di quelli che posso raccontare… La prima volta che abbiamo incontrato l’attrice rumena Madalina Ghenea, che interpreta Irina Svetlanova, bellissima modella di Smutandissimi, che compare su tutti i cartelloni pubblicitari e che ovviamente c’entrerà nella storia, lei ci ha accolto con un “dai cxxxx!!!” e sapeva a memoria tutte le battute della serie! Sapeva anche le canzoni a memoria! Siamo morti dal ridere!


Madalina Ghenea qui è la modella di Smutandissimi Irina Svetlanova

BM: Quindi sembra di capire che vedremo molto bene questa Irina… Invece la povera Fabiana finalmente avrà un volto?

FB: No, lei è come la moglie di Colombo: non si vede mai. C’è un’attrice che impersona Fabiana, ma non la vedremo.

BM: Quando giravate sul set la gente si fermava, vi riconosceva?

FB: La cosa che ci ha fatto veramente specie è che quando giravamo la serie in giro per Milano non ci fermava nessuno. Mentre qui, ogni volta che eravamo sul set c’era un sacco di gente che ci riconosceva, voleva la foto… É stato bello scoprire il successo raggiunto a un anno dall’inizio…

BM: A chi ti sei ispirato per il personaggio di Fabrizio? I tuoi attori di riferimento?

FB: Ce lo chiedono spesso. Noi abbiamo 30 personaggi diversi nella serie e 8 all’interno del film (perchè ci sono anche i Russi oltre a quelli già citati all’inizio), ma non ci sono 30 persone a cui ci siamo ispirati… Per Gianluca ho tirato fuori degli aspetti di timidezza del mio carattere che andavano bene per quel personaggio. Diciamo che sono tutti risultati di un misto di esperienze. Addirittura a volte ci accorgiamo di aver preso ispirazione da qualcuno in particolare solo dopo aver creato i personaggi, senza rendercene conto. Io e Francesco ci mettiamo davvero sulla panchina al parco e guardiamo le persone per osservare come parlano, che tic hanno… e i personaggi poi vengono fuori da quello. Tra i miei attori di riferimento… c’è questo Mandelli che mi piace molto (ride ndr). Un attore promettente!

Un film/ruolo che avresti voluto interpretare?

FB: Non amo i remake, ma se potessti vorrei fare Neo di Matrix, l’Eletto! O anche I Mostri, che poi è il format de I soliti idioti fatto da Gassman e Totgnazzi 50 anni prima di noi. E pensare che lo abbiamo visto solo dopo aver scritto la serie. Ne conoscevamo solo alcuni sketch e  quando poi lo abbiamo visto tutto ci siamo detti “ma guarda, alla fine è qualcosa che va avanti…”.

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