Jeans lisi, maglietta bianca con un buco all’altezza del collo «perché quando facciamo il montaggio mi mangio sempre il colletto per il nervosismo»: Michael Bay si presenta così. Siamo nella sede hollywoodiana della Paramount Pictures, dove il regista americano ha appena mostrato in anteprima venti minuti di Transformers 3, «ma mi raccomando non rivelate nulla della trama, voglio che sia una sorpresa». Venti minuti carichi di azione, modernissimi e frenetici come da tradizione Bay, rigorosamente in 3D anche se lui preferisce lavorare «alla vecchia maniera. Sono un ragazzo del passato, ancora oggi odio il digitale, per quanto di qualità: la pellicola è meglio, chi dice il contrario mente».
Best Movie: Eppure questa volta si è lasciato trascinare addirittura dal 3D, che in passato ha definito «un trucchetto».
Michael Bay: Lo penso ancora, soprattutto quando si tratta di conversioni. O giri direttamente in 3D o la conversione fa schifo. Ed è difficile girare in 3D, bisogna usare telecamere gigantesche e devono essere sempre in coppia, una sopra l’altra. Però questa volta ho pensato che avrebbe potuto essere divertente e così l’ho usato per il 60% del film. Il resto erano primi piani, per i quali è ancora meglio la tecnologia tradizionale.
BM: Shia ormai è un veterano, come avete trovato invece Rosie Huntington-Whiteley?
MB: Abbiamo fatto audizioni in tutte le principali città, ma ho chiesto io a Rosie se volesse fare un provino. Quando l’ha fatto abbiamo capito che avevamo trovato ciò che stavamo cercando. Prima di ingaggiarla l’ho avvisata: attenta, questo è uno di quei passi che cambiano la vita.
BM: Lei ha fama di essere un regista molto legato al suo team. Come ha preso l’allontanamento di Megan Fox?
MB: Quando qualcuno si lamenta perché lavora 12 ore al giorno, che si può fare? Quando giri un film del genere sei in serie A, se non ti piace quello che si fa in serie A è meglio se torni in B. Fare Transformers è come correre la maratona, non puoi mai rallentare. Io sono due anni che corro.
BM: A proposito, è vero che Rosie ha dovuto imparare a correre sui tacchi?
MB: Sì, e anche a baciare Shia da lassù, visto che è una spanna più alta. Ha chiesto se doveva toglierseli, ma è stato Shia a insistere: voleva rappresentare una speranza per tutti gli uomini bassi.
(Foto: Kikapress)
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