Intervista a Tom Hooper: «Sognavo Cats fin da bambino»
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Intervista a Tom Hooper: «Sognavo Cats fin da bambino»

Il regista premio Oscar, dopo Les Misérables, porta nuovamente al cinema un musical scegliendo un'opera del compositore Andrew Lloyd Weber

Intervista a Tom Hooper: «Sognavo Cats fin da bambino»

Il regista premio Oscar, dopo Les Misérables, porta nuovamente al cinema un musical scegliendo un'opera del compositore Andrew Lloyd Weber

Presentato in anteprima mondiale a Broadway e Londra nel 1981, Cats è uno dei musical più longevi della storia. Pensate che è andato in scena per oltre 21 anni registrando un totale superiore ai 9 mila spettacoli. Prodotto da uno dei guru del West End, il compositore britannico Andrew Lloyd Webber (tra i suoi musical sono altrettanto famosi Jesus Christ Superstar, Evita, Il fantasma dell’opera e Sunset Boulevard) e basato sul libro di poesie per bambini scritto nel 1939 da T.S. Eliot, Cats arriva nalmente al cinema, diretto da Tom Hooper. Anche lui di Londra, classe 1972, tra le sue opere più celebri (oltre alla regia di alcuni episodi della recente serie fantasy HBO Queste oscure materie) vanta Il discorso del re, The Danish Girl, Il maledetto United e un altro musical, Les Misérables, che gli è valso ben tre Academy Awards.

Con Cats, ci racconta Hooper, ha coronato un sogno coltivato n da bambino, ovvero quello di portare in sala un’opera a cui ha assistito a soli 10 anni e che ha segnato in maniera indelebile la sua fantasia e la sua immaginazione. In Cats ha diretto un cast con nomi del calibro di Judi Dench, James Corden, Idris Elba, Taylor Swift, Ian McKellen, Rebel Wilson e Jennifer Hudson, impegnati non solo nel riprodurre movenze feline e a ballare, ma anche in performance canore rigorosamente registrate sul set, con l’obiettivo di confezionare un’esperienza visiva emozionante tanto quanto un musical visto a teatro dal vivo.

Cats

Che cosa ti ha spinto a dirigere un’altra versione cinematografica di un musical teatrale?

«La cosa divertente è che ho visto Cats per la prima volta agli esordi del musical, nel 1982. Avevo 10 anni e me ne sono subito innamorato. Quindi, in una certa maniera, questo film è un omaggio al Tom bambino e al momento in cui si è innamorato della musica. Eravamo abituati a cantare tutti i brani in auto e ho ancora la cassetta originale. Quando l’ho visto per la prima volta ha cambiato per sempre le mie prospettive, era come se mi avesse fatto immaginare il mondo in un modo nuovo».

Che cosa ti ha coinvolto di più del mondo di Cats?

«Il fatto che riesca a parlarmi: quando l’ho visto per la prima volta da bambino, mi sono sentito come catapultato in un mondo adulto, forse per me addirittura troppo sofisticato: era come se, guardando lo spettacolo, fossi venuto a conoscenza di un segreto che non mi era dato di sapere, era come entrare in un mondo misterioso. Al centro di tutto questo c’è la poesia di T.S Eliot, ma di certo non era la solita fiaba per bambini in cui il messaggio viene abbondantemente semplificato. Molte volte la gente sottovaluta lo spirito d’immaginazione dei più piccoli e in quell’occasione particolare ho apprezzato molto il fatto di potermi confrontare con qualcosa di più ambizioso».

Continua a leggere l’intervista a Tom Hooper sul numero di febbraio di Best Movie in edicola dal 30 gennaio 2020

Foto: © 2019 Kevin Mazur/Courtesy of Universal Pictures Italy

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