L’avevamo lasciata un anno fa travolta dal boom di Benvenuti al Sud. Dopo mesi assai intensi, coronati dal David di Donatello proprio per quel film, la ritroviamo a un passo dal red carpet veneziano, dove porterà Cose dell’altro mondo di Francesco Patierno, con Valerio Mastandrea e Diego Abatantuono.

Best Movie: Per lei sarà un’emozione andare per la prima volta alla Mostra di Venezia con un film in concorso, Cose dell’altro mondo di Francesco Patierno. Ho letto che al Lido ci andava da ragazzina.
Valentina Lodovini: Sì, per me era un appuntamento fisso, da quando avevo 14 anni non ho perso un’edizione. Quando ho iniziato il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma ho smesso di andarci. Ci sono tornata qualche anno fa per ritirare il Premio Biraghi, ma certo andarci quest’anno con un film in concorso è un’altra cosa. Tra l’altro a questo film sono affezionatissima…

BM: Ci può svelare qualcosa?
VL: È una favola nera sull’Italia di oggi, scritta in tempi non sospetti, molto prima che succedessero i recenti fatti di cronaca spesso molto drammatici. Un film che fa riflettere sul tema dell’integrazione, sulla difficoltà di avere una vera società multirazziale in questo Paese.

BM: Ci descrive il suo personaggio?
VL: Sono una maestra elementare, un ruolo a cui ormai sono condannata! (ride; è stata maestra anche ne La giusta distanza e supplente in Generazione 1000 euro, ndr) Sembra l’unica idealista rimasta, lotta perché ci sia un’integrazione vera… Ma è anche un ruolo ambiguo: quando per una serie di circostanze si trova in un mondo “senza” gli immigrati che aveva sempre difeso, non si può dire che ci resti così male. La cosa che mi ha colpito di più del film la riassumerei in una frase: in una società davvero democratica la diversità diventa ricchezza.

BM: Una frase non casuale. Dai recenti referendum alla questione femminile, si è sempre schierata in prima linea.
VL: Credo che per un personaggio pubblico sia importante esporsi, e in questo momento vedo che molti di noi stanno perdendo un certo imbarazzo nel farlo. Il vento forse sta davvero cambiando.

BM: Per lei professionalmente parlando è un momento magico: dopo Benvenuti al Sud, grazie al quale ha anche vinto il David di Donatello, sarà riconosciuta molto di più. Che effetto le fa?
VL: Per un attore il successo è importante, è la fama che può essere pericolosa. Ma il pubblico va sempre rispettato, è il grande assente sul set ma la presenza più importante per uno che fa il mio mestiere. Ora sicuramente sento più interesse e curiosità nei miei confronti, ma finché non è una curiosità morbosa mi fa solo piacere.

BM: Tentata dal divismo?
VL: Le copertine sulle riviste e i premi sono solo la ciliegina sulla torta, per il resto continuo a fare quello che ho sempre fatto: sperimentare, rischiare… Di certo negli ultimi tempi non ho smesso di fare i provini, anzi! (ride)

BM: Ci può svelare qualcosa dell’attesissimo Benvenuti al Nord, che state girando proprio in queste settimane?
VL: Stavolta apro e chiudo il film, ma la mia parte è decisamente più piccola. Cerco però di metterci tutto l’amore che posso: Maria è diventata madre, pretende di più dal suo uomo, e fa da motore a tutta la narrazione del secondo episodio. Sono molto affezionata a Maria, ma non c’è solo lei nel mio orizzonte: l’ho detto che mi piace spaziare. (Foto Kikapress)

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