Come molti uomini dal fisico ingombrante Javier Bardem si muove con estrema cautela, e una specie di grazia da ballerino – o torero. Le spalle larghissime, il passo leggero, l’andatura dinoccolata; ma soprattutto quel volto sghembo e lungo che sembra uno schizzo di Modigliani, con gli occhi piccoli che si allungano in sorrisi caldissimi o in una fissità raggelata a seconda che interpreti l’eroe o il villain. Nella vita privata, però, sembrerebbe calzargli meglio il ruolo del tranquillo padre di famiglia: padre di Leonardo e Luna, è sposato dal 2010 con l’altra dea del pantheon cinematografico spagnolo, Penélope Cruz.
Con lei, in una delle più straordinarie affinità tra realtà e finzione, ha condiviso il set addirittura sei volte, e in momenti molto diversi delle loro vite e carriere. Ora, a dirigerli, è la volta del maestro iraniano Asghar Fahradi, già Premio Oscar nel 2012 per il suo capolavoro Una separazione. In Tutti lo sanno, una originale miscela di thriller e melodramma, sono due amici – Laura e Paco – legati da un vecchio segreto che tornerà a galla quando la glia di lei viene rapita.
Asghar Farhadi ha detto di aver modellato su di te il personaggio di Paco: che cosa intendeva?
«In realtà a me piacerebbe molto essere come lui! Paco è un uomo che non ama perdere tempo, sta sempre pensando a qualcosa, facendo progetti, è uno che vive la vita senza filtri: ogni parola, pensiero e azione che gli venga in mente la mette in atto. Conosco persone come lui, sono tutti felicissimi della loro vita perché riescono a viverla in ogni momento, e quando le co- se si mettono male sopravvivono e vanno oltre. Io non sono così, non sempre: a volte ci riesco, ma mi capita spesso di perdermi nei miei pensieri, e in quei casi le cose non vanno come vorrei».
È possibile essere una persona così e anche un padre, come nel tuo caso?
«Essere padre ti obbliga a vivere nel pre- sente, non ti lascia il tempo di perderti nella tua testa – ovviamente non è che smetti di pensare, devi piani care non solo la tua vita ma anche quella dei tuoi gli, ma quando sei con loro devi essere lì, presente al 100%, e buttare dalla finestra ogni aspettativa: le cose non vanno mai come te le aspetti, il che è bellissimo, un’esperienza magnifica. Ecco perché è fantastico diventare padre: ti obbliga a vivere nel presente».
Com’è stato lavorare con un maestro del cinema mondiale come Fahradi?
«È molto facile, ma per me il lavoro di attore in generale è molto semplice: o stai lavorando con gente brava, oppure con gente a cui non frega nulla di quello che sta facendo. Ci sono registi che vogliono raccontare storie universali, che significano qualcosa per ciascuno di noi, e altri che vogliono solo parlare di loro stessi. Non sto giudicando nessuno, qualsiasi approccio ha il suo valore, capita anche a me di andare al cinema a vedere lm fatti solo per divertire i più giovani, io stesso ho fatto un Pirati dei Caraibi…»
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Foto: © Memento Films/Lucky Red
