Io ho paura
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Io ho paura

Io ho paura

Ma voi, vi vergognate mai di avere paura? A me succede ogni giorno. Ho paura per qualcosa e poi me ne vergogno immediatamente dopo.

Ho paura per me stesso. Per chi mi sta accanto. Mentre a una manciata di chilometri di mare da me c’è gente che muore senza alcun motivo se non la follia di un uomo e io mi chiedo cosa posso fare oltre che urlare “BASTA!” e mi sembra di non fare niente perché niente faccio, e ho paura. Ho paura che un giorno qualcuno mi chiederà “Ma tu dov’eri?” E non basterà rispondere “A manifestare”. Ho paura di non fare abbastanza e allo stesso tempo mi vergogno del fatto che non stia facendo abbastanza. E allora parlo un sacco con me stesso e mi do un sacco torto. Ho conosciuto finalmente il mio più grande hater: l’ho visto allo specchio stamattina. Era piuttosto grasso, molto più di quanto mi ricordassi, e sembrava spaventato. Perché vorrei dire quello che penso: sul genocidio in Palestina, sui gruppi di uomini che commentano il corpo delle donne, sulla vergogna quotidiana che mi vedo accanto, ma ho paura che mi si possa dire che sto cercando visibilità seguendo il flusso dell’indignazione. E subito dopo me ne vergogno perché mi convinco che sia davvero così.

Ma io c’ero vent’anni fa sbandierando il drappo arcobaleno nei miei spettacoli indipendenti, solo che allora ero solo un allievo del Centro Sperimentale, anzi, ancora prima, e mi permettevano di metterci la faccia. Adesso ho paura. Di pincopallo83 che passa le giornate a indignarsi perché, semplicemente, non ha nient’altro da fare. Perché non è nemmeno il Napalm51 di Crozza. È peggio. È fragolina62 che posta le foto dei suoi nipoti e le ricette delle torte. E poi viene a dire a me che sono un pavido di merda perché su Gaza non mi esprimo. Signora, ma sono andato alla manifestazione… “Ti devi vergognare!”. E allora mi vergogno. E mi fa schifo che mi stia vergognando per quello. Ma arriva la vergogna dopo la paura, e il serpente ricomincia a mordere la sua coda. E io sono qui che vorrei dirvi che la mia vita lavorativa non è mai andata così bene, che dopo anni passati a investire, provare, produrre, pensare, sputare anima e sangue, piangere, piangere e piangere, alla fine, sto passando alla cassa. “E non ti vergogni a star bene mentre il mondo è in guerra”. Beh, intanto ho paura che finisca. E finirà, perché il mio lavoro funziona così. Finirà per ricominciare tra un po’. E tu devi solo surfare tra queste onde di cui il mondo ti inonda, e star lì mentre c’è la tempesta. E non te la godi mai. E allora vivo tra la paura di sbagliare e la vergogna. E non me ne vergogno. Perché Checov diceva che una brava persona prova vergogna anche davanti a un cane. E allora aspetto che qualcuno di voi venga su Instagram a dirmi: “Mi hai dato del cane!”. E ho paura di non riuscire a spiegarti che, invece, hai fatto tutto da solo.

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