Dopo aver sentito Robert Downey Jr. parlare di Iron Man 3, ora la parola va al produttore Kevin Feige, che ha svelato a Collider altre curiosità sul film: «Abbiamo iniziato a parlare con il regista Shane Black della storia di Iron Man 3 nella primavera del 2011 ai tempi di Captain America: Il primo vendicatore. Avevamo le basi di ciò che volevamo realizzare, ovvero una storia che ruotasse attorno a Tony Stark, dove la sua vita venisse fatta saltare in aria. Avremmo, quindi, visto un eroe che combatte contro i cattivi senza le sue armature, tornando metaforicamente alla caverna del primo film. Tutto questo è rimasto in Iron Man 3 ed è una delle ragioni per cui io e Shane ci siamo trovati bene fin da subito. Se avessimo fatto qualcosa del tipo “e-poi-gli-Avengers-e-Nick-Fury-arrivano”, probabilmente Shane non sarebbe stato interessato al progetto. Ma per portare Tony Stark in un viaggio solitario ed esplorare il suo personaggio, Shane era la persona giusta. Alla fine, 8/9 mesi dopo questa idea iniziale, abbiamo sviluppato la storia dando vita a quello che vedete oggi».
Come sappiamo, gli eventi di The Avengers non hanno lasciato indifferente il nostro eroe: «L’unico collegamento al crossover di supereroi che abbiamo voluto mostrare sono gli effetti che l’invasione aliena ha avuto sulla vita di Tony Stark» spiega Feige. «Niente è più lo stesso da quando ha combattuto contro un esercito di alieni, si è scontrato con il martello incantato di Thor e ha incontrato una persona con cui parlava suo padre nel 1945. All’inizio del film Tony Stark si trova a suo agio nella corazza di Iron Man e per la maggior parte della pellicola il nostro eroe si trova costretto a imparare nuovamente come tornare a vivere nei panni di Tony Stark senza la sua armatura. Chiaramente tutto diventa più semplice quando la casa salta per aria». E a proposito del mood del film, il produttore continua: «Volevamo che Stark fosse alle prese con un mistero da risolvere e che fosse solo». Ma come mai Iron Man non chiama gli Avengers per venire in suo aiuto? «Voglio scommettere che, come per i fumetti, il pubblico accetti che non venga spiegato in ogni pagina come mai il supereroe di turno non si faccia aiutare dai suoi amici» spiega Feige. «Solitamente nei comics è un tacito accordo tra il lettore e il fumetto. Spero che lo spettatore la viva allo stesso modo». E in attesa che Iron Man 3 approdi al cinema, Feige pensa già al futuro: «Inizieremo a girare I guardiani della galassia alla fine di giugno a Londra».
Fonte: Collider
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