Ci credeva Cary Fukunaga. E a giudicare dalle sue parole, se New Line avesse dato più fiducia alla sua visione d’insieme, il remake di IT avrebbe avuto discrete possibilità di rendere giustizia al romanzo di Stephen King. Il regista ha abbandonato il progetto a causa di divergenze creative con la casa di produzione (e non per motivi di budget). Mentre il nuovo adattamento resta in via di sviluppo, Fukunaga ha svelato la sua versione dei fatti a Variety.

«Non volevo fare un horror convenzionale. Il budget non è mai stato un problema, lo scontro c’è stato a livello creativo. L’idea era dividere la storia in due film, ma a loro non è mai importato nulla. La prima parte doveva essere un horror di alto livello con personaggi veri, autentici. Ma lo Studio voleva solo spaventi e una struttura più elementare. La sceneggiatura era pronta ma non andava bene, ne volevano una più inoffensiva e stereotipata. Ma non si può rendere giustizia a Stephen King rimanendo inoffensivi». E ancora: «Il mio obiettivo era rendere Pennywise qualcosa di più che “il clown”. Volevo trovare una chiave per rendere sadico e intelligente il modo in cui terrorizza i bambini, che a loro volta dovevano essere figure ben definite, con una personalità. È un lavoro sui personaggi che richiede lungo tempo, ma alla fine ti ripaga. Lo script che avevo realizzato con Chase Palmer non andava bene, così come ogni singola cosa che proponevo. Ma volevo assolutamente omaggiare lo spirito del libro mettendo la mia infanzia nella sceneggiatura. Temevo l’avrebbero impoverita e sono contento che ora la stiano riscrivendo. Ovviamente non sto dicendo che la mia visione avrebbe soddisfatto i fan, ma era comunque la mia idea. A queste condizioni non si poteva andare avanti, non mi sentivo libero».

Un’occasione persa, ma Fukunaga ora ha altro a cui pensare: il suo Beasts of No Nation è infatti in concorso a Venezia e a Toronto.

Fonte: Variety

© RIPRODUZIONE RISERVATA