Che Jack Sparrow fosse un tipo bizzarro, era chiaro fin dal primo momento. Che qualcuno arrivasse addirittura a definirlo “ubriaco, sempliciotto e gay”… be’, francamente suona un tantino esagerato. A pronunciare un giudizio simile sono stati i piani alti della Walt Disney Company, casa produttrice della saga-blockbuster Pirati dei Caraibi. Nell’intervista pubblicata ieri (30 novembre) da Vanity Fair, Johnny Depp, uno degli attori più carismatici e più amati dell’Olimpo hollywoodiano, confida a Patti Smith (sì, proprio lei, la regina del punk rock!) i commenti che nel 2003, all’epoca delle riprese de La maledizione della prima luna, primo episodio di Pirati dei Caraibi, alcuni alti dirigenti della Disney avrebbero espresso a proposito del suo Capitano pirata: «Che problema ha questo qui? Che cosa dovrebbe sembrare, una specie di sempliciotto? Un ubriaco? O magari un gay?». Michael Eisner, boss della Walt Disney per oltre un ventennio, dal 1984 al 2005, sempre a detta di Depp, sarebbe invece stato più lapidario, limitandosi a un: «Sta rovinando il film».

Nell’intervista di Vanity Fair la parte dedicata a Jack Sparrow è in realtà relativamente modesta: il grande Johnny parla anche di Angelina Jolie, con cui ha recitato di recente in The Tourist (in arrivo nelle nostre sale il 17 dicembre), di Elizabeth Taylor e di Marlon Brando, nonché di come sia diventato un attore quasi per caso, visto che all’inizio il suo sogno era piuttosto di fare carriera come chitarrista. Inutile dire, però, che sono proprio le dichiarazioni riguardanti Pirati dei Caraibi a fare in queste ore il giro del mondo sul Web. Dal canto suo, come riportato dalla BBC, la Walt Disney ha smentito Depp, dichiarando: «Non potremmo essere più soddisfatti delle interpretazioni di Johnny Depp nella trilogia di Pirati dei Caraibi: ecco perché siamo così impazienti di regalare al pubblico il quarto episodio, in arrivo la prossima estate». L’importante, come si suol dire, è che se ne parli.

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